Libri: pari opportunità

Le case editrici cagliaritane – Edizioni Della Torre

Nei piccoli centri della Sardegna si trovano pochi libri sardi.

Quanti e quali libri vengono stampati in Sardegna? E da chi?

Cominciamo da Cagliari il breve viaggio attraverso le case editrici sarde.

L’editoria – si sa – svolge il ruolo di scandaglio delle idee, di canale dei bisogni della collettività, di bussola orientativa nel disordine casuale e voluto in cui il potere tiene le aspirazioni e le spinte creative della collettività stessa.

Un ruolo in cui credere particolarmente oggi che, come avremo modo di constatare nel corso di questo itinerario, l’editoria sarda ha assunto un ritmo di attività ed un piglio programmatico molto più vivaci e aderenti ai fermenti del momento.

A Cagliari cominciamo dall’ Edizione della Torre diretta da Salvatore Fozzi con sede in via Toscana 72, dove il titolare della casa editrice gestisce anche un’agenzia di distribuzione libraria.

La casa editrice, nata nel 1974, viene gestita in collaborazione con un’equipe di giovani studiosi coordinati da Manlio Brigaglia, cui Fozzi ha affidato la responsabilità nelle scelte editoriali; una gestione aperta a qualsiasi suggerimento, volta soprattutto a diffondere la conoscenza di autori già collaudati (Boscolo, Del Piano, Brigaglia, Giacobbe) o giovani intellettuali alle loro prime esperienze (Guido Melis, Francesco Manconi, Antonello Mattone, Piero Sanna, e così via)

La linea editoriale della giovane casa editrice è quella di raggiungere i ceti delle città e dell’interno finora emarginati dalla lettura e dalla lettura di opere valide sulla Sardegna, fatti, personaggi, problemi, della storia isolana: un terreno vastissimo ancora tutto da dissodare.

Proprio l’esperienza di distribuzione del libro ha fatto maturare in Fozzi questo tipo di impostazione. Toccando con mano quanto fosse grave la situazione delle librerie o cartolibrerie dei piccoli paesi sardi, prive del tutto dei pochi strumenti di conoscenza della realtà regionale e magari ricchissime di prodotti culturali alienanti ed evasivi, Fozzi ha cercato di forgiare una casa editrice che della politica di decentramento capillare del libro facesse un caposaldo della linea di lavoro.

Ma Fozzi, che è nato a Bonorva solo 31 anni fa e che ha cominciato a stare tra i libri a soli 16 anni (allorché cominciò a lavorare nella più grossa libreria di Genova, la “Di Stefano”), ha fatto anche, proprio per questa sua esperienza “continentale”, il “salto del fosso”: ha messo a punto anche una distribuzione nella penisola della produzione, appoggiata ad una cooperativa editoriale; decisione da sottolineare.

«Nella penisola — dice infatti Fozzi — c’è una curiosità in fortissimo aumento per i fatti della Sardegna: pensiamo di vendervi tanti libri quanti ne vendiamo nell’isola. Un esempio fortunato, questo, di come l’importanza culturale di un fatto combaci o favorisca anche quella economica: con la tiratura media di mille copie si va in passivo, con duemila si chiude perlomeno in pareggio.

Fozzi ha voluto estendere anche alle altre case editrici sarde questa possibilità di ampliare il mercato: ha preso contatto con loro, le ha raggruppate ed ora ne gestisce la distribuzione. Tutta l’editoria sarda ne riceve uno stimolo di razionalizzazione ed economicità. Infatti i costi di distribuzione arrivano ad assorbire, comprendendo anche le spese promozionali e pubblicitarie, il 60% del prezzo di copertina.

La giovane casa editrice cagliaritana ha i suoi bravi fiori all’occhiello: Il meglio della grande poesia in lingua sarda, La Sardegna contemporanea, Lo statuto sardo. Ed annuncia alcune novità, che dovrebbero avere la stessa fortuna. Velio Spano per l’unità del popolo sardo, a cura di Antonello Mattone, Le poesie di Paolo Mossa, curate da Antonio Sanna, Il fascismo nell’iglesiente di Angelo Corsi. Si parla anche di nuove collane, tra le quali una di poesia e una di teatro.

Tuttoquotidiano, 9 gennaio 1978