Tra soldi che ballano

Scrivo per far sapere ai pochi che ancora non lo sanno quanta poca considerazione abbiano del lavoro culturale i nostri governanti comunali.

Giugno ’92: su parere favorevole della commissione cultura, salvo qualche astenuto, il consiglio comunale approva una proposta della giunta (assessore Angioni) che, in contrasto con la linea quinquennale del precedente assessore (Dal Cortivo), concede contributi finanziari solo a quattro soggetti: Jazz in Sardegna per il teatro Tenda, Cooperativa Teatro di Sardegna-Cedac per l’Alfieri, Akroama per le Saline ed Ente Lirico per l’Anfiteatro. Per le prime tre la forma è quella della convenzione triennale, con erogazione annuale dei fondi. Quasi tutti gli altri soggetti, di media e piccola dimensione, esclusi.

Mesi successivi: protesta e lotta delle allora sei strutture raggruppate nel Consorzio Teatrale Indipendente sardo Tea Metropolis. Risultato: negli ultimi giorni dell’anno il presidente di Tea Metropolis e il presidente della commissione cultura “trovano” presso l’Assessorato alle Finanze Latti fondi di riserva o similari, avviati presumibilmente alla non utilizzazione, e ne chiedono, tramite il nuovo Assessore Sanna, d’intesa con il collega Latti, la parte per lo meno corrispondente ai contributi dell’anno precedente. Fatto. Anzi, per amore dell’arte, come direbbe Pirandello, l’Assessore Sanna ne chiede e ne ottiene altri due terzi, per gli altri derelitti. Ne fa un annuncio pubblico alle compagnie riunite a fine anno per festeggiare il Teatro dell’Arco per una delle tante “salvezze”.

Primi giorni del ’93: L’Unione sarda pubblica in cronaca di Cagliari tutti i beneficiari della delibera, che si dà per avvenuta o per avvenente entro poche ore: l’Assessore è stato di parola.

Niente: si scopre che nessuna delibera è avvenuta, un cronista frettoloso e un Assessore con l’entusiasmo del neofita hanno fatto i conti senza l’oste, nella fattispecie un funzionario dell’assessorato e uno della ragioneria, che trovano la delibera illegittima.

Mesi successivi: l’Assessore e il Presidente della Commissione Cultura pressati, specie da Teametropolis, rispondono con rassicurazioni e promesse, condite da sorrisi: il marchingegno si troverà, anzi si è già trovato: delibera entro marzo, no aprile, no maggio…

Giugno ’93: saletta Cisl di via Ancona, riunione sotto l’egida sindacale degli occupanti propri e degli aspiranti occupanti dell’Auditorium: alla proposta che raccoglie più consensi circa il modo di destinare i pochi soldi che l’Assessore ha per il ’93, cioè lavori immediati nello spazio di piazza Dettori, si scatena la protesta di Akroama e Jazz in Sardegna (ricordate? I privilegiati del ’92): i soldi servono anche a noi, anche noi non abbiamo avuto i contributi nel ’92! In effetti, fatta una verifica, risulta così! Il Consiglio aveva approvato le convenzioni triennali, ma poi la Giunta doveva riempirle di contenuti finanziari annuali, ed anche questo era stato ritenuto impossibile giuridicamente da parte dei funzionari.

Prima di luglio, riflessione: non solo il comune di Cagliari nel ’92, con immotivate esclusioni, destinò meno soldi alla cultura e allo spettacolo, non riuscì nemmeno a erogarli! E che ne hanno fatto, dove sono questi circa un miliardo e duecento milioni?

Metà luglio: per una parte almeno si è scoperto: già ai primi dell’anno il funzionario dell’Assessorato aveva dirottato di nuovo nei fondi di riserva o similia i circa quattrocento milioni che da quel fondo stesso erano stati pescati poche settimane prima. Delibera illegittima, via il corpo del reato. Su che cosa alambiccava allora l’Assessore Sanna in questi sei mesi?

Diciannove luglio: resta da scoprire che fine hanno fatto gli altri ottocento milioni delle convenzioni ’92; e quale destinazione avranno i circa quattrocento disponibili per il ’93. Se ci sono ancora.

Cittadini, così i vostri governanti trattano dei qualificati professionisti dello spettacolo, quelli che nonostante quanto sopra, hanno tenuto aperti e funzionanti, anche forse per qualche vostro figlio, fratello o amico, i teatri grandi e piccoli di Cagliari. Per citare un altro sicuramente grande, Brecht: “Procurate rimedio”.

Luglio 1993

Qui prendiamo la mano del legislatore e la guidiamo secondo un umile buon senso di lavoratori.