Ad Ales, in una cornice semplice e popolare
L’ultimo saluto al paese dove nacque il loro genitore, Delio e Giuliano Gramsci l’hanno voluto dare in privato, nella modesta cornice popolare di tutti i giorni.
I due figli di Antonio Gramsci, il primo ingegnere, insegnante presso l’Accademia navale a Mosca, il secondo violinista, insegnante di musica in una scuola della città, hanno trascorso ad Ales martedì le ore residue del loro soggiorno italiano, avvenuto in occasione della celebrazione del quarantennale della morte del grande uomo politico comunista. Subito dopo sono partiti per la penisola, da dove raggiungeranno Mosca.
Della cornice celebrativa dei giorni scorsi è rimasto comunque qualcosa. Non la folla di visitatori affluiti dalla penisola e da varie località della Sardegna, non i discorsi ufficiali e i personaggi rappresentativi, non le inaugurazioni. Solo disegni di bambini e opere di un umile artista – artigiano sardo, Antonio Sini.
Diego e Giuliano hanno ricevuto gli amici, venuti a portare il saluto della Sardegna che lasciavano, nella casa stessa in cui nacque il loro genitore. Appesi ai muri erano i disegni dei bambini del paese, fatti in questi giorni di animazione per le celebrazioni, appesi ai muri erano pure i disegni con i quali per mesi e mesi Antonio Sini aveva illustrato alcuni brani delle lettere scritte dal carcere ai figli. Per terra, sempre nella casa natale, erano le sculture e le terrecotte di Sini e la tela di Sciola raffigurante zia Peppina con Antonio piccolo. Una mostra “sui generis”, insomma.
Anche gli omaggi ricevuti al momento della partenza hanno avuto per i figli di Gramsci un significato particolare. Nel regalare due terrecotte Sini ha detto: “Raffigurano le rocce sarde scavate dal vento, sono una testimonianza del paesaggio in mezzo al quale noi viviamo, un tutt’uno con le gioie e le sofferenze vissute, rocce che si trasformano in strumenti di lavoro, in figure umane e animali, che quando cadono fulminati dalla siccità sghignazzano a destra, a indicare che il pericolo viene di là, anche per la distruzione della natura”. I fratelli Gramsci l’hanno abbracciato commossi.
Un altro abbraccio Sini l’ha ricevuto quando Delio e Giuliano hanno letto la sua dedica a Il fiore impiccato, l’ultimo libro di poesia pubblicato: “A Giuliano, cercando di immaginare come erano i disegni che mandavi a tuo padre”, “A Delio, per gli abbracci che davi a tua madre pensando a tuo padre”.
Sull’aereo che li riporterà in Russia i figli di Gramsci porteranno anche i disegni fatti dai bambini di Ales, una mostra che sicuramente avrà un posto d’onore nelle abitazioni moscovite.
“Torneremo presto in Sardegna — hanno detto alla fine — per starci un po’ più a lungo, senza manifestazioni ufficiali ma per stare maggiormente a contatto con la gente”.
Tuttoquotidiano, 20 maggio 1977
Viaggio ancora per un convegno nazionale. Questo fa al caso nostro: rapporto fra teatro e regione.