La morte peggiore: quella dello spirito

Intervista all’assessore comunale Rinaldo Botticini

Le attrezzature scolastiche e l’organizzazione della cultura a Cagliari presentano drammatiche carenze. L’educazione, l’istruzione, la cultura che sono le fondamenta e i pilastri dell’edificio di qualsiasi civiltà, presentano nella nostra città aspetti quasi grotteschi di fatiscenza e di dissolvimento.

Qual è la causa di questa situazione e come intende organizzare l’azione culturale e scolastica del Comune?

La ragione prima è innanzitutto da ricercarsi in una mancata programmazione organica, razionale e preveggente negli anni passati. Non si è pensato a una Cagliari città-regione, o, quantomeno, a una Cagliari in espansione: ma a una Cagliari ristretta in antiche mura, che il commercio, l’industria, le attività terziarie (con il contemporaneo fenomeno dell’inurbamento) hanno infranto. Da qui una crescente è paurosamente rimontante popolazione scolastica, la quale non ha potuto, e non può trovare posto, negli edifici esistenti, che non rappresentano neanche la metà di quelli necessari.

In secondo luogo, si sono perse quasi tutte le occasioni per dare all’istruzione l’importanza che essa deve avere, cioè assolutamente primaria. Di volta in volta sono state privilegiate le soluzioni di altri problemi che, pure se urgenti, non presentavano gli aspetti tragici di una incombente morte dello spirito: la morte peggiore che un uomo e una città possano avere.

Con sofferenza dobbiamo ammettere che Cagliari ha avuto e ha colpe e gravissime in questo settore; e non vogliamo fare mistero a nessuno che il problema della scuola e della cultura sarà, assieme al problema della casa, al centro delle sollecitazioni e degli impegni della giunta.

Come può avvenire questo diverso atteggiamento della giunta?

È necessario “rifondare” lo strumento operativo dell’amministrazione in questo settore. Non è ammissibile che un assessorato così importante come quello della pubblica istruzione sia ristretto dentro i limiti mortificanti della questua ai vari assessorati in materia finanziaria, per la scarsa o nulla dotazione che ha. Il ruolo di “Cenerentola” fatto giocare all’istruzione e alla cultura rappresenta la cattiva coscienza dell’amministrazione. Per scrollarsela di dosso, questa deve impegnarsi fermamente perché venga privilegiato, soprattutto in sede di bilancio, questo primario settore, onde ci si possa avviare verso la costituzione di un assessorato alla pubblica istruzione e alla cultura a ciclo completo, che vada dall’edilizia fino alle piccole manutenzioni per gli edifici e le attrezzature scolastiche e che usi lo strumento della fantasia, organizzando ad esempio a nome proprio determinate manifestazioni artistiche e culturali.

Quale sarà l’azione più propriamente politico-amministrativa che il Comune dovrà esercitare nel settore?

Il Comune dovrà esercitare un’azione costante di pressione politica per ottenere il più vasto apporto di provvidenze statali e regionali, ma dovrà anche compiere ogni sforzo per reperire mezzi finanziari in proprio. Un’attenzione tutta particolare dovrà essere data, come elemento di qualificante novità, ai temi dell’organizzazione della cultura. Si rende necessario stabilire una saldatura tra le strutture culturali del comune, quelle già esistenti e quelle da creare, con le strutture culturali accademiche e con quelle via via sorgenti a carattere spontaneo e di natura divulgativa, di genere artistico, letterario, del tempo libero, ecc…, che l’amministrazione deve in ogni modo favorire offrendo il più largamente possibile mezzi e sedi adeguate. In tale quadro si collocano la proposta di ristrutturazione della Biblioteca comunale e della Galleria comunale, la partecipazione del Comune all’uso e alle attività della “Cittadella d’arte nel Castello”, e la destinazione ben studiata a servizi culturali della passeggiata coperta, dell’ex teatro civico, dell’antico palazzo comunale e di altri stabili di proprietà del Comune resi disponibili. 

Tuttoquotidiano, 22 giugno 1975

Due anni più tardi si ritorna su una piattaforma più ampia: un vasto piano di investimenti finanziari, ventidue miliardi, per Cagliari, nei prossimi mesi, in opere pubbliche in tutti i settori principali della vita cittadina, dalle scuole ai cimiteri, dalle strutture di spettacolo agli edifici di culto, dalle strade ai mercati, dagli impianti idrici a quelli sportivi.