L’entusiasmo dei giovani al consiglio comunale

Conosciamo i nuovi consiglieri

Su Giuseppe Cocco Ortu, esponente della sinistra liberale, si appuntano le speranze di riscossa del Pli. La politica come servizio sociale per il comunista Francesco Cocco, allievo di Pigliaru. Per Enrico Montaldo del Pdup un problema da sollevare subito è quello del centro storico.

Francesco Cocco, Enrico Montaldo, Giuseppe Cocco Ortu: tre nuovi consiglieri comunali che sono accomunati dalla giovane età, 39 anni i primi due, 30 il terzo. Legata alla realtà operaia mineraria (è nato a Guspini) la formazione politica del primo, alla vita universitaria quella del secondo, alle tradizioni prestigiose del padre e del nonno quella del più giovane Cocco Ortu.

Laureato in giurisprudenza, prima di svolgere l’attività attuale di funzionario del Consiglio regionale, Francesco Cocco è stato assistente di Pigliaru all’università di Sassari, ha collaborato per “Ichnusa” ed insegnato materie giuridiche al “Martini” di Cagliari. Scapolo, Cocco dedica molto del suo tempo all’attività di partito, il Pci, e quando gli resta qualche ora libera va a fare l’agricoltore in un pezzo di terra vicino Quartu. Per lui la politica è una cosa seria. L’assistentato presso la cattedra sassarese di dottrina dello stato gli ha fornito il metodo del rigore e della scientificità, gli studi sul marxismo e soprattutto la lezione gramsciana gli hanno offerto saldezza e fervore di principi e ideali. «L’avanzata delle sinistre ha aperto molte speranze a noi comunisti — dice — ma ci consentiamo solo un giusto entusiasmo; siamo contrari ai trionfalismi (l’insegnamento di Gramsci contro la “boria di partito”) e cerchiamo di usare toni molto responsabili nelle dichiarazioni di questi giorni. Fare politica — conclude Cocco — è un servizio che si rende alla comunità: occorre quindi non perdere mai di vista il legame organico con la classe operaia e con i ceti medi, i cui interessi vengono realizzati dalla funzione di liberazione universale della classe operaia stessa».

Sollecitato a indicare un problema cittadino alla cui soluzione il partito cercherà di dare un deciso apporto, il neoeletto liberale Giuseppe Cocco Ortu segnala quello della speculazione edilizia. «Occorre bloccarla — egli dice — per favorire la costruzione di case popolari, che è un’esigenza sempre più sentita e non più dilazionabile». Giuseppe Cocco Ortu è figlio di Francesco, il leader del liberalismo sardo scomparso sei anni fa. Pur controllando da ragazzo l’istintivo desiderio di seguire subito le idee del grande padre (“papà del resto era un vero liberale: in casa non cercava mai di influire sulle nostre idee”) Giuseppe si è trovato poi a seguirne le orme anche per quanto riguarda il posto da tenere all’interno del partito: la sorpresa della sua elezione nelle liste cagliaritane del Pli è stata infatti, oltre a quella di avere scavalcato illustri colleghi di partito, di averlo fatto da posizioni di sinistra, quelle posizioni di sinistra che non trovano di solito nel Pli a livello nazionale  la stessa facilità ad emergere.

«Da queste elezioni le forze intermedie devono trarre una lezione», dice Cocco Ortu. «Il nostro partito, rinnovato, può diventare un nucleo trainante per la creazione di una nuova forza politica di alternativa laica».  Avviato alla professione forense, il giovane Cocco Ortu, che è sposato e ha un figlio dallo stesso nome del nonno, fa parte della direzione regionale del partito. Impiega il tempo libero nelle arti figurative, con estrosi collages alla Cosimo Canelles.

La passione extra politica di Montaldo, invece, è il cinema d’arte e d’impegno, attraverso il quale da ragazzo, al Cuc, ha scoperto la stessa politica, cominciando a lavorare negli organismi universitari. Entrato nel Pci   nel ’63, ne fu espulso assieme a quelli del “Manifesto” nel ’69. Formato il Pdup, ne è stato nominato portavoce nel direttivo nazionale. «Al consiglio comunale il Pdup rappresenterà soprattutto i comitati di quartiere, i consigli di fabbrica, i comitati studenteschi; darà una mano, inoltre, alla sinistra tradizionale per formare ipotesi alternative di governo». Montaldo è ingegnere, come il padre Paolo.  Promette di sollevare subito al consiglio comunale il problema del centro storico cagliaritano.

Circa le elezioni, «l’aumento delle sinistre — dice — ha significato l’eliminazione di certe forze centriste che funzionavano da terreno di scambio su cui la Dc manovrava per operazioni di freno. Noi siamo soddisfatti di non aver fatto perdere voti alla sinistra eleggendo con i voti raggiunti un consigliere. Un’altra nota positiva è secondo noi, il ringiovanimento dei componenti il Consiglio».

Tuttoquotidiano, 21 giugno 1975