Burocrazia e lettura non vanno d’accordo

Passato, presente e futuro delle biblioteche cittadine: la biblioteca universitaria

Dall’aprile scorso la più importante struttura bibliotecaria della città è paralizzata da un guasto all’impianto elettrico.

La situazione alla biblioteca universitaria è sempre drammatica. È dal 5 aprile di quest’anno, giorno in cui si è verificato un guasto all’impianto elettrico dello scantinato, che il cittadino che vuole consultare qualche libro continua a sottoporsi con santa pazienza ad ogni specie di sacrifici. Ha potuto in tutti questi mesi accedere soltanto ai pochi libri disponibili in sala consultazione e ai cataloghi. Per avere un altro libro desiderato ha dovuto aspettare di più. Chi ha avuto il permesso di accedere ugualmente al magazzino dove sono conservati i vecchi libri oppure il materiale vario composto di opuscoli, manoscritti, lettere, etc., lo ha dovuto fare con mille precauzioni e a lume di pila. Preso il libro, è stato il più delle volte impossibile rimetterlo a posto. Ed infatti sono numerosi i libri ammucchiati che attendono d’essere sistemati nelle sedi adatte.

È dall’aprile scorso quindi che la biblioteca funziona a ritmo ridottissimo paralizzando un importante settore della vita culturale cittadina. Perché il guasto non è stato riparato subito? Secondo la confederazione degli statali Cgil – Cisl – Uil si tratta del classico “giallo burocratico”: di quella paradossale paralisi burocratica che si attua nonostante che tutti i vari uffici (sollecitati, nel caso, proprio dai sindacati momento per momento) si siano impegnati al massimo.

Non meraviglia quindi che serpeggi tra gli addetti ai lavori il più nero pessimismo anche in questi giorni di imminente inizio dei lavori di riparazione dell’impianto elettrico. La spiegazione che si dà è che, nonostante si sia atteso questo momento per mesi e mesi, si teme che anche l’adempimento che sta per verificarsi non serva assolutamente ad avvicinare il giorno in cui la biblioteca avrà riacquistato la sia pur limitata funzionalità che aveva prima del fatale 5 aprile.  Così com’è successo per la scelta del progetto di rifacimento dell’impianto (affidato alla Facoltà d’Ingegneria), i vari controlli ministeriali (è venuto puntuale un ispettore da Roma), la scelta della direzione dei lavori (affidata al genio civile), anche la gara d’appalto dei lavori che inizieranno lunedì andranno per le lunghe, andrà per le lunghe finendo per arenarsi in tante piccole “secche” burocratiche o tecniche.

Ma il pessimismo proviene anche dai numerosi e gravi altri problemi che assillano la Biblioteca universitaria, tanto gravi che di fronte ad essi quello della riparazione dell’impianto elettrico appare un piccolo, banale incidente. Il problema della ristrettezza dei locali soprattutto. La vecchia sede di via Università, aperta al pubblico il 10 ottobre 1792, diventò ben presto strettissima. Fu solo pochi anni fa, durante la direzione Balsamo e nel passaggio alla direzione attuale Sedda-Delitala (all’incirca tra il ’61 e il ‘ 63) che si cominciò a fare qualcosa concretamente per creare più spazio.

Luigi Balsamo predispone infatti, d’intesa con il Ministero e l’Università, un progetto di generale ristrutturazione della biblioteca. Questa presupponeva una preliminare risistemazione edilizia, con l’utilizzazione dell’adiacente Palazzo del Seminario.

Il progetto viene seguito ed elaborato ulteriormente dalla direttrice di oggi Sedda-Delitala. Nel ’64 quasi tutta la biblioteca si trasferisce in un’ala del Palazzo del Seminario dove funziona attualmente. Ma lo spazio maggiore, subito messo a frutto per nuove sale di lettura, i cataloghi, le sezioni bibliografica ed enciclopedica, e così via, si esaurì lasciando dietro di sé il desiderio di ulteriori spazi per quei numerosi altri servizi necessari ad una biblioteca moderna.

La direzione si batté per portare ancora più avanti il progetto di ristrutturazione edilizia. Ecco quindi istituita nel 1968, convenzione Stato, Comune, Università, una biblioteca di vaste proporzioni e molto articolata, con doppia veste universitaria e pubblica. In questo “sistema bibliotecario urbano” alla sede

di via Università (che avrebbe operato in un Palazzo del Seminario completamente trasformato da un progetto dell’ingegner Deplano) veniva affidato il ruolo di “biblioteca madre” per tre succursali (Pirri, Monserrato, San Michele).

Ma il progetto è rimasto solo un progetto, nonostante la buona volontà. Le tre succursali sono state costruite (e giacciono abbandonate e in rovina), mentre la “biblioteca madre” non è mai nata. Anche un progetto del Comune, con “biblioteca madre” dislocata altrove, elaborato per sfruttare un contributo finanziario di duecento milioni dello Stato, “dorme” mentre i milioni si svalutano. Ma di problemi ve n’è altri. Tra questi, il più grave è quello del personale, esiguo e chiaramente insufficiente.

Tuttoquotidiano, 19 agosto 1976