Gianni Olla
Nel 1982 Gianni lavorava all’ufficio Anagrafe comunale, al piano terra del palazzo di Via Sonnino. Nel clima festoso del successo in quei giorni di Un’Estate a Cagliari, iniziativa di Gaetano Marino, nel cui cartellone figurava il mio spettacolo di poesia, andato in scena davanti alla basilica di S. Cosimo, l’assessore Fozzi lamentava che avrebbe fatto di più per il teatro se avesse avuto un rinforzo di personale. Fu allora che gli parlai di Gianni e che il futuro critico-saggista lasciò il piano terra per salire al sesto.
Subito, da neo-operatore culturale, si guadagna la medaglia; sposa le esigenze di stabilità del movimento artistico cagliaritano, far figurare nei bilanci i costi di affitto dei luoghi di lavoro, le dotazioni da ufficio, le utenze, il personale. Grazie anche alla continuità fra Fozzi e Dal Cortivo subentrato come assessore, e al recepimento della novità da parte della Regione, il teatro cagliaritano prende la strada di un rapido sviluppo. Era nata la professionalità teatrale di stampo europeo.
Divenne un frequentatore attento e gratificante del Teatro dell’Arco. In alcune iniziative de Il crogiuolo lo ebbi vicino al confine della coautoralità. Subito, nel 1984 nel progetto Per Pinter, con la cura del quaderno dedicato allo sceneggiatore cinematografico; nel 1986 per la mostra su Josef Svoboda scenografo alla Cittadella dei musei; e dieci anni dopo per la rassegna triennale La mutazione, di cui curò l’ampia parte cinematografica.
Erano ancora tempi pionieristici. Le difficoltà creavano fratellanza. Qualcosa che la volgarità attuale impedisce di comprendere a pieno. Sono stato per anni uno dei tanti che trepidavano per la sua salute. Tre anni fa, alla Cineteca di viale Trieste, lo trovo nel corridoio d’ingresso accucciato su una panca intento a tenere una lezione a due-tre allievi. Che ci faceva così sacrificato…, con tanti altri spazi disponibili…In verità volevo averlo per me, da tanto non ci si incontrava… Ma quasi non mi diede ascolto, mormorò qualcosa, forse che ormai la cosa andava così, la situazione era quella… Me ne andai privato di qualcosa ma ammirato: ogni posto è buono per fare scuola…