Mario Faticoni
Figlio di musicisti, in Sardegna dal 1949. Terminato il liceo classico, s’iscrive all’Università e si laurea in Giurisprudenza nel 1964. Nel 1958 comincia a lavorare come rappresentante di elettrodomestici e automobili. Nello stesso anno viene assunto come informatore scientifico da Alfa Farmaceutici e Pfizer, da cui si fa licenziare nel ‘72. La sua identità di attore-cantante-scrittore si intreccia con quella di fondatore e conduttore in prima persona di formazioni teatrali.
Il teatro universitario
Nel 1959 fonda a Cagliari insieme ad altri studenti il Centro Universitario Teatrale (Cut 1959-1967). Nel significato moderno il teatro non esisteva. Comincia il processo di sviluppo che porta fino all’oggi. Insieme ai compagni riesce negli anni ad avere l’attenzione della stampa locale, proponendo un teatro di tipo europeo con opere di Camus, Sartre, de Montherlant, Roussin, Beckett, Cocteau, Arrabal, Hochhuth, Shaw. Viene a contatto con la drammaturgia sarda recitando accanto a Fosco Giachetti e Vivi Gioi ne La giustizia di Giuseppe Dessì e in Voi che scrivete del nostro lavoro brani di letteratura sarda e testimonianze di lavoratori a cura di Salvatore Pinna e Giuseppe Caboni, regia M. Rosa Damiani. Partecipa attivamente a dibattiti e convegni sulla politica teatrale, ospitando, e. Nel 1962 comincia a collaborare come annunciatore Rai, dando voce anche a numerose produzioni di prosa, dal classico alla rivista.
Dal teatro universitario alla nascita di Teatro di Sardegna-Centro d’iniziativa teatrale (Cit)
Nel 1968, insieme ai vecchi compagni, costituisce alla Camera di Commercio la società di fatto Teatro di Sardegna – Centro d’Iniziativa Teatrale (Cit), dove per i primi cinque anni riveste il ruolo di direttore artistico.
Lo spettacolo di esordio è Omobono e gli incendiari di Max Frisch, regia di Gianni Esposito, al Teatro Massimo di Cagliari, all’interno di una cornice professionale, il Festival della prosa, su invito del Comitato per la valorizzazione dello spettacolo. Nonostante il consenso del pubblico lo spettacolo riceve una stroncatura su cinque colonne sull’Unione Sarda a firma del direttore e critico Crivelli, che è anche il presidente del Comitato.
Dopo l’esordio sfortunato, nasce il Teatro Cantina, un seminterrato nel quartiere Castello di Cagliari, dove tra il ’69 e il ’70 il Cit effettua un’intensa attività teatrale, con opere di Arrabal e Mrozek e la tavola rotonda “Proposte per la creazione di una società teatrale in Sardegna”, cui partecipano, grazie ai contatti creati con il nazionale, il regista, Mario Missiroli, il sociologo del teatro Luciano Codignola, e il critico teatrale Ferdinando Virdia. Eventi che conquistano il favore di pubblico e stampa.
Subentra l’attività nel più accreditato teatro Auditorium con due atti unici di Brecht, di cui il frammento La bottega del pane, in prima mondiale, è fermato dalla casa editrice berlinese dopo quaranta repliche sul territorio regionale.
La stagione 1971 è incentrata su spettacoli ospiti e su una nuova produzione. Per la rassegna Nuovo Teatro scrittura Gruppo Teatro Libero, con Iwona principessa di Borgogna, di Gombrowicz, regia di Armando Pugliese; Teatro Uomo di Fiorenzo Grassi con Mistero Buffo, di Majakowskj; Gruppo Teatro di Gian Franco Mazzoni con Cappelli e berretti.
Il 27 dicembre, a Santu Lussurgiu, nella storica saletta del Centro Culturale, va in scena la nuova produzione Gli occhi tristi di Guglielmo Tell, dello scrittore spagnolo antifranchista Alfonso Sastre contattato tramite la traduttrice Maria Luisa Aguirre D’Amico dopo aver scoperto l’opera sulla rivista Sipario. Lo spettacolo viene riallestito nel 1972 per la ripresa filmata da parte della troupe del regista svizzero Peter Ammann. Il film, “Treno rosso”, verrà poi presentato al Festival di Locarno e al Festival dei Popoli di Firenze nel corso del 1973.
Nel 1975 il Tell del Cit di Cagliari dà un contributo alla sollevazione degli intellettuali italiani contro il regime franchista, punta di diamante della Settimana di solidarietà antifranchista che si svolge in marzo a Roma, in prima fila Natalia Ginzburg, Rafael Alberti, Cesare Garboli, Alberto Moravia e la traduttrice Maria Luisa Aguirre D’Amico.
Segue nel 1972 il primo spettacolo di drammaturgia sarda, Quelli dalle labbra bianche, regia di Giacomo Colli, tratto dall’omonimo romanzo Feltrinelli del poeta Francesco Masala, frutto di un incontro personale con l’autore.
Il Cit diventa cooperativa
Nel 1973 diventa presidente di Teatro di Sardegna, che ha assunto la veste di cooperativa. L’anno seguente instaura una collaborazione con il regista Marco Parodi, chiamandolo a dirigere un’opera a cui Faticoni è vivamente interessato, I carabinieri, di quel Beniamino Joppolo che la critica dipinge come un antiitaliano, singolare figura di letterato non inquadrato. Parodi l’aveva appena allestita per La Loggetta di Brescia.
Nell’estate dello stesso anno, a coronamento di un’azione coinvolgente l’assessore allo spettacolo Guaita e altre forze, riesce a far promuovere una conferenza regionale pubblica sullo spettacolo. Vi partecipano politici, intellettuali e operatori tra cui Gian Mario Selis, Armando Congiu, Giovanni Lilliu, Alberto Rodriguez; per la Cts anche Corrado Gai, Annalaura Pau ed Antonio Cabiddu, per l’Arci Alberto Granese, Giuseppe Boi, Aldo Brigaglia, per il Centro Servizi Culturali di Alghero Gavino Sole; oltre a Francesco Masala, Romano Ruju, Manlio Brigaglia e Giacomo Colli su invito dell’Assessorato regionale allo spettacolo.
Dal convegno emergono svariati interventi e proposte legislative: un disegno di legge dell’assessore, emendamenti del “Comitato”, e la proposta dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e della Cooperativa Teatro di Sardegna per una diversa impostazione del disegno di legge. La linea del Comitato è minoritaria. Dello spirito del nuovo teatro sono viceversa permeati tutti gli interventi, quasi che la Sardegna politica impugni il nuovo teatro come un vessillo di cui essere orgogliosi. Ma alle parole non seguiranno i fatti. Disegni e proposte di legge cadranno nel vuoto. L’anno dopo il Comitato si scioglierà ma la legge non cambierà.
Nel 1974, con l’assunzione a Tuttoquotidiano comincia l’attività giornalistica.
L’anno successivo il gruppo allestisce il secondo spettacolo di drammaturgia sarda, Su connottu, regia di Gian Franco Mazzoni, rievocazione di una rivolta di pastori contro l’ottocentesco editto delle chiudende, divenuto un mito per le sue oltre trecento repliche, coronate dalla partecipazione al 1° Festival internazionale di Teatro delle Cinque Terre, dove ritira, a nome del gruppo, il terzo premio e stringe la mano al premiato, Eduardo de Filippo. Nel 1976 Su connottu, assieme alla nuova produzione Parliamo di miniera, partecipa alla sezione Arte e ambiente della Biennale di Venezia. Prima delle recite Faticoni illustra agli spettatori la situazione culturale sarda. Su connottu sarà proposto nel ’77 al Festival internazionale di teatro in piazza di Sant’Arcangelo di Romagna, all’Estate Teatrale Torinese e a Bologna, Milano e Torino per i circoli degli emigrati. Nello stesso ’77 promuove lo spettacolo Bertoldo a corte, di Massimo Dursi; due nuove produzioni dirette da Gian Franco Mazzoni.
Il 1978 è un anno di convegni. Ricorrendo l’ottantesimo anniversario della nascita di Brecht, assiste Marco Parodi nell’allestire un ambizioso Progetto Brecht. Prende il via già nel dicembre dell’anno precedente presentando a Cagliari un convegno nazionale: filmati e conferenze-dibattito affidate a Gigi Livio, Cesare Cases, Luciano Codignola, Gianfranco De Bosio, Mario Raimondo e Roberto Leydi, chiamati a misurarsi sui vari versanti della tematica brechtiana. Intercalati, i filmati Brecht in America, Brecht e l’espressionismo (con Kühle Wampe), e il videonastro Un uomo è un uomo.
In autunno il denso programma produttivo. Dopo un laboratorio su Gli Orazi e i Curiazi, Parodi dirige lo spettacolo Dialoghi di profughi, prova d’attore per gli storici Tino Petilli e Franco Noè. L’esemplare produttivo maggiore del progetto sarà poi Splendore e miseria della metropoli di New York, un collage di poesie, canzoni di Kurt Weill e Hans Eisler, e brani teatrali e di diario.
Al convegno brechtiano se ne aggiungono in dicembre altri due.
Il Teatro in Sardegna, per un teatro nel meridione, strutture, spettacoli, cultura folklorica è promosso dall’Associazione nazionale critici di teatro, che ne affida l’organizzazione a Faticoni, socio nonché fresco vicepresidente di Teatro Sardegna (presidente è ora Corrado Gai). Si svolge a Macomer con la partecipazione di critici e studiosi della penisola, operatori teatrali sardi e meridionali, studiosi delle tradizioni popolari. Introdotto da Maricla Boggio, il convegno registra l’aggravamento dei problemi che assillano i teatranti sardi, mai risolti da interventi legislativi. Prestigiosa la presenza dei critici di teatro, venuti a Macomer guidati dal presidente Renzo Tian: Mario Raimondo, Ubaldo Soddu, Franco Cuomo, Ghigo De Chiara, Maricla Boggio, Maurizio Giammusso, Giorgio Polacco. Tra gli operatori Giorgio Guazzotti, Roberto Toni, Mario Moretti, Mario Cadalora. Tra i politici, la presidente della Commissione cultura della Regione sarda Maria Rosa Cardia, il responsabile per il teatro del Pci Bruno Grieco, il deputato Giovanni Nonne, il sindacalista Mario Carboni.
L’altro convegno, sulla drammaturgia sarda, si svolge a Sassari con la collaborazione dell’Università. Fa gli onori di casa lo scrittore-semiologo Leonardo Sole, conduce il titolare della Cattedra di teatro dell’Università di Cagliari Gigi Livio. Ne scrive un resoconto sull’Unità lo scrittore Sergio Atzeni.
Il ’78, che comprende anche Carrasegare, pungente e spigliato spettacolo sul fallito piano di rinascita sardo, è anche l’anno in cui, chiuso il giornale, comincia il suo lavoro d’insegnante d’arte scenica al conservatorio musicale di Cagliari. Partecipa alle ultime produzioni di Teatro Sardegna, Woyzeck e Atti unici del Novecento, e svolge un importante ruolo nella promozione del quinto ed ultimo esperimento di drammaturgia sarda, Funtanaruja, da Lope de Vega, autore e regista Marco Parodi, che lo vede accanto a sé anche come prezioso testimonial della nascita del primo circuito teatrale regionale pubblico, di rilevanza nazionale.
Il crogiuolo
Nel 1983, dopo aver promosso in autonomia lo spettacolo di poesia La terra che non ride, si dimette dalla Cooperativa Teatro Sardegna. Lo spettacolo ha successo, suscita un’intervista di Gianni Minà, diventa lo strumento con cui far nascere il nuovo gruppo, denominato Il crogiuolo e prendere in affitto il teatrino dei Gesuiti di via Portoscalas, che diventa Teatro dell’Arco. Lo spettacolo di poesia verrà riallestito con il titolo Suono di pietra e rimarrà a lungo nel repertorio.
Il nuovo gruppo produce subito nel 1984 un evento di risonanza nazionale, il progetto “Per Pinter. Spettacolo e informazione”. Comprende una produzione in prima assoluta nazionale, “La serra”, dello scrittore inglese, un’ospitalità, Il calapranzi di Cecchi, Santagata e Morganti, Premio Ubu, i film di Pinter sceneggiatore, i video Rai e due conferenze. Progetto definito dalla stampa nazionale, accorsa a Cagliari per la “prima”, “il più ampio e articolato sinora in Italia su Harold Pinter”. Regista de “La serra” è Lorenza Codignola, per anni assistente di Squarzina e Strehler.
Segue, l’anno successivo, Woyzeck, di Georg Büchner, frutto di un laboratorio diretto da Rino Sudano, maestro dell’avanguardia romana trasferitosi in Sardegna e sollecitato da Gigi Livio, titolare della cattedra universitaria, ad avvicinare il Teatro dell’Arco. Dalla giovane compagnia nasce nel 1987 l’altro spettacolo diretto da Sudano, Girotondo, di Arthur Schnitzler.
Conclusa l’esperienza con Sudano, ritorna a un sodalizio nato l’anno prima con l’attrice Carla Chiarelli. Un comune amore aveva fatto nascere lo spettacolo In cerca di Brecht, che resterà negli anni un classico del repertorio.
L’attrice milanese porta in dote altri due suoi sodalizi artistici, i registi Andrea Dosio e Luca Coppola, così che nell’autunno dell’’87 debutta Dialogo tratto dalla commedia di Natalia Ginzburg con la regia di Coppola, un’altra prima nazionale al Teatro dell’Arco a cui partecipano i critici dei maggiori giornali italiani, presente la stessa scrittrice.
Sull’onda del successo, nel febbraio ’88, la coppia Faticoni – Chiarelli presenta il frutto del nuovo sodalizio con Andrea Dosio, Sculacciando la cameriera, di Robert Coover, l’autore minimalista del momento, un testo appena pubblicato da Guanda. Per il Crogiuolo ancora una prima assoluta nazionale.
Permane negli anni la rassegna Teatro d’autore, che guarda a Napoli, Milano, Berlino, spettacoli di dichiarato intento poetico, dalla povertà scenica come segno distintivo, che anticipano i gusti artistici lievitanti nel mondo artistico. La Sardegna conosce così Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Tonino Taiuti, Renato Carpentieri, Cristina Donadio, Pappi Corsicato, Antonio Neiwiller, Santagata-Morganti, Rino Sudano, Anna D’Offizi, Virginio Gazzolo, Danio Manfredini con un trittico di sue produzioni, Gregory Corso, Bruno Venturi, Oreste Braghieri, Carla Chiarelli, Guglielmo Ferraiola, Federico Odling e Roberto Del Gaudio.
Al Teatro dell’Arco si svolge anche l’apprendistato e la sperimentazione giovanile di attori, musicisti, scrittori, scenografi, costumisti nati e cresciuti professionalmente nella sala di via Portoscalas, o che vi hanno trovato l’accesso all’espressività.
Il 1986 è anche l’anno in cui realizza alla Cittadella dei musei di Cagliari un evento di portata europea, la mostra dei bozzetti di scena e dei modellini creati in quarant’anni di lavoro in più di cinquecento teatri del mondo da Josef Svoboda, il più grande scenografo europeo. Cagliari unica sede italiana oltre Torino. È il frutto dei contatti creati con Studio I di Giorgio Ursini Ursic e Simona Carlucci in occasione del Progetto Pinter. Ottomila visitatori, mostra prorogata per il grande successo.
Anche nel 1989 nuovi incontri. Quello con uno scrittore, il bittese Giovanni Dettori, la sua opera, “Canto per un capro”, e quello con un giovane bolognese di talento, al primo approccio con la Sardegna e con il teatro. La fusione è Tragoidia, una partitura per voce sola adattata e diretta da Bruno Venturi. In scena è il lamento in versi del poeta, dolore di un padre per la morte del figlio. Lo spettacolo debutta all’Arco in aprile ma conoscerà una meritata fortuna anche in ambito nazionale, rappresentato nella primavera del ’92 a Genova, Torino, Verona, Napoli e Roma, con giudizi entusiastici della critica.
Nel 1996, dopo avere diretto un gruppo di giovani nel saggio-spettacolo Borgo estatico, tratto da Il giorno del giudizio di Salvatore Satta, esordisce come attore-cantante con Lasciami cantare una canzone, canzoni italiane anni ’30-’40. Il montaggio include materiali critici sul bel paese.
Lo stesso anno chiama a collaborare all’Arco il regista Francesco Origo, che subito allestisce per il Crogiuolo con i giovani attori di Borgo estatico Le nozze dei piccolo borghesi di Brecht, seguito da altri due spettacoli. Con lui ritorna attore puro in Io, Feuerbach di Tankred Dorst.
Il canto lo occupa per molti anni. Romanze da salotto, canzoni, ma la passione predominante è il canto lirico. Per due estati consecutive è docente di dizione e recitazione in uno stage in cui ha come colleghi soprano e tenore Renata Scotto e Gianni Raimondi, critico musicale Daniele Rubboli e, come allievi, il baritono Alberto Gazale, il tenore Piero Pretti e il mezzosoprano Sara M’Punga.
Nel 2001 con il suo spettacolo Nel furor delle tempeste, storia di un genio scomparso precocemente e ricognizione del fascino della figura tenorile, la Sardegna è apparentata con la siciliana fondazione Vincenzo Bellini, per i festeggiamenti dei duecento anni della nascita del grande catanese. Nello stesso anno, Dolce incanto, sogni, deliri, follie tra opera e teatro, diretto da Gisella Vacca.
Fonda una piccola orchestra giovanile e nel 2005 affronta un altro spettacolo di canto lirico, Speranza dolce ancora che raggruppa quattro personaggi di perseguitati reclusi.
Seguono La Traviata in forma concertata, una serata D’Annunzio-Tosti, e altri due spettacoli: Rataplan, del 2011, all’interno dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia, nei panni di Garibaldi, che prima di partire per la spedizione canta le amate arie del melodramma, e La Buona Novella di De André, regia Marco Parodi, Pasqua 2012.
Un certo giorno avviene che canto e teatro si sfiorino. In un allestimento dell’ente lirico di Carmen in lingua originale, è la guida che accompagna Micaela sui monti.
Ritorna attore come Wladimiro in Aspettando Godot del 2000, regia di Andrea Dosio, con i vecchi compagni Tino Petilli e Gianni Esposito e con Rita Atzeri e Daniela Spissu.
Due anni dopo, la ristrutturazione demaniale del Teatro dell’Arco lo costringe a lasciare lo spazio diretto per vent’anni. Nelle serate d’addio s’immerge nel territorio gaberiano: va in scena La valigia dell’attore, rivista da camera su testi di Benni, Fortini, Luporini, Mauri, Parise, Patti e musiche di Carpi, de Gregori, Gaber, Negri, Umiliani, regia Parodi.
Negli anni seguenti trasferisce l’azione in vari altri spazi cittadini con la collaborazione determinante dell’attrice Rita Atzeri.
Tra il 2004 e il 2006, Scommiato, le vicende del capopopolo cagliaritano Vincenzo Sulis, Una volta per sempre, storia del poeta Franco Fortini, e il suo gioiello compositivo e performativo, Blood Boom Break, perversa vitalità nel dopoguerra italiano scritto per il progetto triennale La mutazione. Nel biennio 2008-09, due spettacoli su Giorgio Gaber.
Nel 2012 ritrova i vecchi compagni Petilli ed Esposito ne La tragedia del personaggio, da Pirandello, regia Parodi.
Nel 2014 il congedo scenico con La mia ragazza dall’occhio nero, tratto da IL comunista di Guido Morselli: “un corpo a corpo con il personaggio che lascia scossi e sorpresi per tanta forza e presenza drammatica”. (Walter Porcedda, La Nuova Sardegna).
Nel 2016 affida la direzione del Crogiuolo a Rita Atzeri, che nel frattempo ha arricchito il bagaglio di spettacoli ideati e recitati e l’esperienza di direzione artistica.
Ottantenne, fonda l’associazione ArcoStudio, memoria dell’antica sede artistica. Vi si dedica alla custodia e valorizzazione della biblioteca e dell’archivio riconosciuto di particolare interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica della Sardegna e dal Ministero per i beni e le attività culturali. In progressione, con la collaborazione di Simona Loddo, comincia la cura del proprio sito web digitalizzando i materiali d’archivio.
Attività promozionale e didattico-culturale
Fondazioni
• Centro Universitario Teatrale Cagliaritano (Cut), 1959
• Centro di Iniziativa Teatrale- Teatro di Sardegna, 1968, (in seguito
Cooperativa)
• Il crogiuolo, Teatro dell’Arco, 1982
• ArcoStudio, 2017
Progetti speciali
• Scenainsieme, scambio italo-inglese di arti della scena, Conservatorio di Cagliari – Università di Leicester, 1981 con Franco Oppo e Alicia Bonfiglioli
• Mostra Josef Svoboda, Cagliari, 1986
Docente
• Istituto Magistrale E. D’Arborea, Cagliari, 1973-1974
• Conservatorio musicale di Cagliari, Arte scenica, di ruolo, 1978-2002
• Corsi, seminari, laboratori organizzati da Teatro di Sardegna e Il crogiuolo, anni ’70, ’80 e ’90
• Stages estivi cantanti lirici, Oliena (Nu) 1991, 1992, Ente Musicale nuorese, con Renata Scotto, Gianni Raimondi, Fabiano Monica, Daniele Rubboli
Relatore convegni
• Per una politica dello spettacolo in Sardegna, Cagliari, 1973
• Bertolt Brecht, Cagliari, 1978
• Il Teatro in Sardegna (con Associazione critici di teatro), Macomer, 1978
• Per una drammaturgia sarda, Sassari, 1978
• Teatro e Spettacolo, dalla scuola al palcoscenico, Scuola Superiore Arti Sceniche, Firenze, 1991
• Storia e storie di teatro, Isili (Nu), 1993
Regista
Teatro
• In alto mare, di S. Mrozek, ’70, Cooperativa Teatro di Sardegna;
• Esiti scenici da laboratori su “Risveglio di primavera” di F. Wedekind, “Primo esercizio” 1981, “Strano gioco in verità”1991, “Risveglio di primavera 1992
• La terra che non ride, poesia civile sarda, con Tiziana Dattena, 1982, Il crogiuolo
• Emilio Lussu, di Francesco Masala, 1983, Rai
• Suono di pietra, viaggio di un ribelle in forma di poesia, con Rita Atzeri, 1992, Il crogiuolo
• Borgo estatico, da “Il giorno del giudizio” di Salvatore Satta, 1995, Il crogiuolo
• Lasciami cantare una canzone, bozzetto italiano d’addio al secolo, 1996, Il crogiuolo
• Gene mangia gene, con Rita Atzeri, 2001, Il crogiuolo
• Ribelli. Stazioni sceniche dello stare fuori, con Rita Atzeri, 2003, Il crogiuolo
• I giorni dell’ira: 1943 le bombe su Cagliari, 2003, Il crogiuolo
Attore
Teatro
• 1960, Ciclo letture recitate teatro francese contemporaneo.
Collaborazione Università, Prof Dal Monte. Il malinteso, di Albert Camus; Le mani sporche, di Jean Paul Sartre; Nina, di A. Roussin; Il Gran Maestro di Santiago, di H. de Montherlant; Aspettando Godot, di S. Beckett
• Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea
• Anfitrione 38, di Jean Giraudoux
• 1960, La giustizia, di Giuseppe Dessì, regia Giacomo Colli
• 1961, Morte di un commesso viaggiatore, di Arthur Miller, regia Bruno Pierini
• 1962, L’isola di pietra, di Marcello Serra, regia Pietro Costa
• 1964, Candida, di George Bernard Shaw
• 1967, Voi che scrivete del nostro lavoro, di Salvatore Pinna e Giuseppe Caboni
• 1967, Il drago, di Ewgenij Schwarz, regia Maria Rosa Damiani
• 1969, Omobono e gli incendiari, di Max Frisch, regia Gianni
Esposito
• 1969, Fando e Lis e Preghiera, di Fernand Arrabal, regia Gianni Esposito
• 1970, L’eccezione e la regola e La bottega del pane, di Bertolt Becht, regia Gianfranco Mazzoni
• 1971, Gli occhi tristi di Guglielmo Tell, di Alfonso Sastre, regia Gianni Esposito
• 1972, Quelli dalle labbra bianche, di Francesco Masala, regia Giacomo Colli
• 1977, Bertoldo a corte, di Massimo Dursi, regia Gianfranco Mazzoni
• 1978, Splendore e miseria della metropoli di New York, regia Marco Parodi
• 1979, Funtanaruja, da Lope de Vega, Bertolt Brecht, Leonardo Sole, regia Marco Parodi
• 1981, Storia dello zoo, di Edward Albee, con Tino Petilli, regia Marco Parodi
• 1982, I dattilografi, di Murray Schisgal, con Maria Grazia sughi, regia Marco Parodi
• 1982, Notte, di Harold Pinter, con Maria Grazia Sughi, regia Marco Parodi
• 1982, La terra che non ride, di Mario Faticoni, con Tiziana Dattena
• 1983, La realtà del sogno, da Luigi Pirandello, con Achille Millo e Marina Pagano, regia Maricla Boggio
• 1983, Serata d’autore (Strip Tease, In alto mare) di Slawomir Mrozeck, regia Mario Faticoni
• 1984, La serra, di Harold Pinter (progetto Per Pinter), regia Lorenza Codignola
• 1985, Woyzeck, di Georg Büchner, regia Rino Sudano
• 1986, In cerca di Brecht, di Carla Chiarelli e Mario Faticoni
• 1986, La giubba appesa alla parete, fragilità e impegno, di Mario Faticoni, con Marco Ravasio
• 1987, Girotondo, di Arthur Schnitzler, regia Rino Sudano
• 1987, Dialogo, di Natalia Ginzburg, con Carla Chiarelli, regia Luca Coppola
• 1988, Sculacciando la cameriera, di Robert Coover, con Carla Chierelli, regia Andrea Dosio
• 1998, In cerca di Brecht, riallestimento
• 1989, Tragoidia, da Giovanni Dettori, adattamento e regia Bruno Venturi
• 1990, Ballata dell’alfiere, da Rainer Maria Rilke, adattamento e regia Gianfranco Mazzoni
• 1991, L’estasi di Augusto Angst, da Henry Miller, adattamento e regia Bruno Meloni
• 1992, Lettere dal comunismo, a cura di Mario Faticoni e Vito Biolchini
• 1992, Suono di pietra, viaggio di un ribelle in forma di poesia, di Mario Faticoni con Rita Atzeri e Alessandro Olla
• 1992, Se quel guerrier io fossi, di Mario Faticoni e Bruno Venturi
• 1993, Alla città morta, di Vito Biolchini e Massimiliano Rais, regia Alessandro Lai
• 1993, Requiem, di Vito Biolchini e Alessandro Lai, regia Alessandro Lai
• 1994, Goldoniana, il teatro comico di Carlo Goldoni, con Barbara Begala, regia Franco Marzocchi
• 1994, Lettere italiane, a cura di Vito Biolchini e Mario Faticoni
• 1994, Solo un anno ancora di giovinezza, di Massimiliano Messina, regia Alessandro Olla
• 1995, Rombo di tuono, di Vito Biolchini, con Elio Turno Arthemalle
• 1995, Borgo estatico, da Il giorno del giudizio di Salvatore Satta, adattamento e regia Mario Faticoni
• 1996, Le nozze dei piccolo borghesi, di Bertolt Brecht, regia Francesco Origo
• 1996, Lasciami cantare una canzone, di Mario Faticoni con Eloisa Deriu Trio Strumentale Acousmatica
• 1996, Io, Feuerbach, di Tankred Dorst, regia Francesco Origo
• 1997, Torna caro ideal! Scrittura scenica e regia Francesco Origo, con M. Daga e E. Di Maira
• 1997, Zazà del varietà, scrittura scenica Mario Faticoni e Francesco Origo, regia F. Origo
• 1997, Il cambio della ruota, da Bertolt Brecht, adattamento Mario Faticoni, regia Carla Chiarelli
• 1998, Canzoni su due ruote, a cura di Laura Costa e Mario Faticoni con Eloisa Deriu e Trio Strumentale Acousmatica
• 1999, Musica proibita, al caffè della Belle epoque, di e con Virginia Viviano, regia V. Viviano
• 1999 Dolce, incanto, tra opera e teatro ideazione e regia di Gisella Vacca, con Carla Casadei
• 2000, L’ora d’amor, operetta e romanze da salotto di Mario Faticoni, con Daniela Porru e Riccardo Zinzula
• 2000, Aspettando Godot, di Samuel Beckett, regia Andrea Dosio
• 2001, A gentile richiesta, canzoni napoletane, con Antonio Romano e Gianni Gambardella
• 2002, La valigia dell’attore, rivista da camera, a cura di Marco Parodi, con Rita Atzeri ed Elena Pau
• 2003, Fermati attimo, sei bello, da Johann Wolfgang Goethe, adattamento Mario Faticoni, con Clorinda Perfetto e Ruggero Pintus
• 2004, Una volta per sempre. Sopra questa pietra posso ora fermarmi, da Franco Fortini, adattamento Massimiliano Messina, con Rita Atzeri, regia Bruno Venturi
• 2005, Speranza dolce ancora, eroi sventurati del melodramma. Concerto teatrale. Con Monica Serra
• 2005, Scommiato. Vincenzo Sulis, vita e prigionia di un capo popolo, adattamento e regia Bruno Venturi, con Rimedia Puggioni
• 2006, Blood boom break. Perversa vitalità nel dopoguerra italiano,di Mario Faticoni, con Antonello Carta
• 2007, Canto di terre. Paesi, epoche e stili di canto, con Riccardo Zinzula e Roberto Deiana
• 2008, Illogica allegria, di Mario Faticoni, con Salvatore Spano
• 2009, Che bella gente! Visita a Giorgio Gaber, di Mario Faticoni, con Salvatore Spano, regia Paolo Giorgio
• 2011, Rataplan, scrittura scenica e regia Sante Maurizi, con Daniela Cossiga e Simone Sassu
• 2012, La buona Novella, ideazione e regia Marco Parodi, con Corrado Aragoni e Elena Pau
• 2012, Tragedia di un personaggio, da novelle di Luigi Pirandello, regia Marco Parodi
• 2014, La mia ragazza dall’occhio nero, da Il comunista di Guido Morselli, adattamento e regia Virginia Martini, con Rita Atzeri Musica
• Ente Lirico cagliaritano, Cagliari e regione, anni ’80 e ’90
• Opere
• La danza dei morti, di A. Honegger
• Pierino e il lupo, di S. Prokofiev
• Catulla carmina, di C. Orff
• L’organo di bambù, di E. Porrino (Il viaggiatore)
• La morte della più cara, requiem, di Mannino – Rondi
• direttori d’orchestra: Alberto Peyretti, Giuliano Silveri, Franco Mannino, Nino Banavolontà, Massimo Biscardi; di Carmen
• cantanti: Lucia Cappellino, Maria Casula, Giorgio Gatti, Mirella Parutto, Antonio Blancas, Angelo Romero; attori: Carmen Scarpetta, Lia Careddu, Tino Petilli
• 2005, Carmen, di Bizet, direttore d’orchestra Yves Abel, regia Stephen Medcalf, ed. in lingua originale francese, con dialoghi parlati
• 2018, Frattanto canto, cd Mario Faticoni, editore Arcostudio
Cinema
• I padroni dell’estate, regia Marco Parodi, 1985
• Una casa sotto le stelle, regia Roberto Locci, 1992
• Il figlio di Bakùnin, 1998, Gianfranco Cabiddu;
• Il mondo sopra la testa, regia di Peter Marcias, 2012
• L’ultimo miracolo, regia di Enrico Pau
• L’accabadora, regia di Enrico Pau, 2016
• L’ultimo miracolo, regia di Enrico Pau
Televisione
• Cagliari, anni ’80: Andelas, telefilm, regia Giovanni Columbu
• Virde arbore ventu, telefilm, regia Mauro Schirru; 1990
• Gli ori di Tharros, telefilm, regia Stefania Martis, 1990
Radio
• Per RAI – TV, sede regionale Sardegna, anni ’63 – 2000: annunciatore, attore, curatore trasmissioni; registi: G. C. Cagni, Lorenza Codignola, Lino Garau, P. Masserano Taricco
• Per RAI – TV, rete nazionale, anni ’70 – ’80: L’isolano (biografia di Ennio Porrino), regia Pasquale Satalia; Woyzeck, di Büchner, regia Marco Parodi; La serra, di H. Pinter, regia Lorenza Codignola; Savinio I, regia Marco Parodi.
• Per RAI – INTERNATIONAL, anni ’90 – 2000: Taccuino italiano, analisi della cultura italiana del Novecento, regia Carlo Rafele; Studio Azzurro, regia Carlo Rafele; Il nome della rosa, da Umberto Eco, regia Gabriella Rosaleva
Conduttore manifestazioni
• Presentatore Premi poesia Ozieri e Villacidro (Giuseppe Dessì), anni ’80 – ’90
• Presentatore rassegna teatro sardo Videolina, Cagliari, Teatro dell’Arco, 1984
• Presentatore concerto Carreras, Videolina, Auditorium Conservatorio di Cagliari
• Presentatore festival tradizioni popolari Sa ferula, Cagliari, anfiteatro romano, 1981
• Presentatore rassegna polifonica, Polifonica Arborense, Oristano, 1993
• Voce descrittiva al microfono, sagra di Sant’Efisio a Cagliari
Giornalista
• Addetto stampa formazioni teatrali suddette, 1959 -2016
• Collaboratore pubblicista quotidiano sassarese La Nuova Sardegna anni ’71 – ’73
• Praticante e redattore professionista quotidiano cagliaritano Tuttoquotidiano,’74 -’78
• Conduttore telegiornale emittente privata cagliaritana “La Voce Sarda”
• Fondatore e direttore del mensile “Spettacolo”, Cagliari, anni ’80 –’81
Scrittore
Saggistica
• Teatro contemporaneo in Sardegna, edizioni AM&D, 2003
• Tumulti quotidiani – Sardegna tra scena e società, Tema, 2009
• Suono di pietra- Viaggio di un ribelle in forma di poesia, con cd, Condaghes, 2010
• Svegliatevi sardi! New York, 1978. Costantino Nivola intervistato da M. Faticoni, AM&D, 2013
• Un delitto fatto bene- cinquant’anni di teatro in Sardegna, C.Delfino, 2016
Album disegni
• Se quel guerrier io fossi, segni sogni di Mariolino. Editore ArcoStudio, 2017
Narrativa
• Il trapezista fiducioso, romanzo, Armando editore, 2019
• I quaderni della Cooperativa Teatro di Sardegna
• Gli occhi tristi di Guglielmo Tell
• Quelli dalle labbra bianche
• Su connottu
• Parliamo si miniera
• Carresagare
• Funtanaruja
• Bertoldo a corte
I quaderni de Il crogiuolo
• Teatrinsieme
• Girotondo
• Dialogo
• Sculacciando la cameriera
• La ballata dell’alfiere
• Rassegna teatro d’autore
• Tragoidia
• Per Pinter, spettacolo, informazione, cinema
• Io Tino Petilli
• La mutazione
• Blood Boom Break. Perversa vitalità nel dopoguerra italiano
• Una volta per sempre