Il crogiuolo. Storie dell’Arco

Compiuti i quindici anni, Il crogiuolo si festeggia con una mostra all’Exmà e la presentazione al Teatro dell’Arco del volume “Storie dell’Arco. 1982-1997” scritto da Vito Biolchini e pubblicato dal Crogiuolo stesso. Relatore principale, Leonardo Sole.

Cagliari, Teatro dell’Arco, 6 Febbraio.

Nota 

Testo di Leonardo Sole

Letto dall’autore in occasione della presentazione al Teatro dell’Arco di Cagliari nel 1997 del libro di Vito Biolchini “Storie dell’Arco”, scritto in occasione dei 15 anni de Il crogiuolo diretto da Mario Faticoni.

 Mario Faticoni, viaggiatore incantato, illuso e deluso 

Il libro di Vito Biolchini è concepito come un romanzo: un romanzo pieno di strategie drammaturgiche. Parte da una visione generale delle storie di vita del Crogiuolo che, quasi subito, individua nella storia del suo fondatore e animatore Mario Faticoni.

“Vito Biolchini ha ragione: il Crogiuolo è lui. Lo è in ogni senso possibile, anche come metafora del vitalismo inesauribile e diversamente orientato, anche se tra nebbie e fantasmi del cuore, immagini utopiche e tracce luminose di nuovi possibili percorsi, l’eroe sembra ogni tanto perdere il filo e riprenderlo da capo, ma più in là. In questo senso, è un miracolo se il cervello fertile di questo camminatore incantato non si è perduto per strada. Biolchini però, pur spinto da ammirazione per la sua indocile guida, non dimentica il suo impegno professionale, e ci dà un brillante resoconto dell’avventura del gruppo. Non solo, ma riesce anche a lasciare uno spazio adeguato anche ai compagni provvisori di strada e a tutti i possibili utopisti mossi dalla voglia di tentare il viaggio.

Insomma, Biolchini fa un piccolo monumento al suo eroe timido e invadente, ma non si dimentica che il teatro si fa in gruppo, e che ogni momento del percorso è o può essere caratterizzato da gruppi sempre nuovi. Una volta individuate le linee del percorso, Biolchini divide in momenti, tappe, itinerari anche collaterali la materia del viaggio-racconto. Un viaggio che ha – dicevo – come protagonista un Ulisse che tende a coprire a ritroso il percorso dalla storia al mito, e quando sospetta di essere prossimo alla meta, o semplicemente intravede la possibilità del riposo, vira di bordo o tenta in tutti i modi di ritardare il viaggio. Il suo è un nostos non verso il passato, ma verso un possibile e diverso futuro. È chiaro che, come dice Biolchini, in questo percorso tende a perdere tutti i compagni di strada […]”

 

 

Il crogiuolo. Election Day

Dopo i bombardamenti e lo scudetto, la terza prova autorale di Biolchini si concentra sulle sorti politiche del capoluogo. A poche settimane dall’elezione del nuovo sindaco. Il video girato da Bruno Meloni sulla distruzione delle case di via Fara apre lo spettacolo che, mischiando codici e linguaggi, prova a svelare gli ingranaggi dei poteri che governano la città. Pezzi di tragedia greca, cronache dell’Unione Sarda, un improbabile candidato sindaco e una misteriosa signora capace di spiegare i misteri della città sulla base dei rapporti familiari si incrociano con la musica e il canto di Eloisa Deriu, l’interpretazione di Monica Zuncheddu e brani del film “Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. Lo spettacolo non piace all’Unione Sarda ma entusiasma la Nuova Sardegna.

ELECTION DAY/1. Una città allo specchio in attesa del voto, 1998

Cagliari, Teatro dell’Arco, 16 marzo. Di Vito Biolchini, collaborazione drammaturgia Elio Turno Arthemalle con Elio Turno Arthemalle, Rita Atzeri, Monica Zuncheddu, Eloisa Deriu; scene Bruno Meloni; video Vito Biolchini, Bruno Meloni; luci Riccardo Liberati; organizzazione Marco Fresi.

 Nota

Atto d’accusa a una città mediocre, un’eccellente interpretazione, un allestimento di fresca contemporaneità, coinvolgente e affilato come una pattadese…Vito Biolchini, giovane e promettente drammaturgo da tempo impegnato sul piano teatrale in una ricerca sempre più curata e approfondita della storia e del costume del capoluogo regionale, anche questa volta ha messo in campo, con pochi e poveri mezzi ma con una grande passione – e una bella abilità nel manovrare e montare filmati e scene recitate – una rara capacità di guardare impietosamente dentro il cuore di una città dalla memoria corta, fatta di pochi slanci e di molta arte d’arrangiarsi, ancora piena di demagogici miti d’ordine e sicurezza, ormai bruciati e consumati da un tempo che, inesorabile, ha cancellato affetti e certezze di piccolo borgo antico, spazzato via dal crescere tumultuoso di nuova anonima metropoli. Una denuncia forte, con il passo della satira, contro una lunga genia di mediocri dirigenti e amministratori, una poco agguerrita, quanto sparuta, pattuglia di intellettuali, piuttosto intenti a guardare altrove che nel proprio orto di casa. (W.P.)

Il crogiuolo. Lezioni di canto

Dopo il battesimo con Don Cristobal del ’94, diretta da Laura Costa, Elena Pau si cimenta assieme a Rossella Faa e Manolo Pisano in un lavoro che poggia sulle capacità performative individuali.

LEZIONI DI CANTO, 1998

Cagliari, Teatro dell’Arco, 21 marzo, di Elena Pau, con Rossella Faa, Manolo Pisano, Monica Vincis, Elena Pau, regia Laura Costa.

 

 

Il crogiuolo. Canzoni su due ruote

Gli anni Cinquanta, canzoni del dopoguerra italiano. Spettacolo dal ritmo spedito, orchestrina allargata, cast storico, pianoforte d’antan, tavolino in ferro battuto, oggetti usciti dal baule della nonna. Ritmi swingati orecchiati dagli “americani”, casarecce marcette e valzerini, fragile euforia, allegria svagata e insulsa che accomuna pompieri di Viggiù, cadetti di Guascogna, Eulalie Torricelli da Forlì… Fretta di vivere, di ricominciare, di dimenticare, Giro d’Italia, bellezze in bicicletta, mentre la città invade la campagna, cominciano Sanremo e televisione e a morire le lucciole. Prodigioso, inconsulto sviluppo, disastri ecologici e antropologici, di cui più tardi si pagheranno le conseguenze. Ma “Volare” e autostrada del sole cancellano tutto.

CANZONI SU DUE RUOTE. Euforia e degradazione nell’Italia degli anni ‘50, 1998

Cagliari, Teatro Alfieri, 2 giugno.Di Mario Faticoni, con Mario Faticoni e Eloisa Deriu. Giuseppe Murgia (sax e flauto), Andrea Mameli (violino), Vittorio Sicbaldi (batteria), Salvatore Spano (pianoforte), Corrado Salis (chitarra e contrabbasso), adattamento musicale Salvatore Spano, regia e scene Laura Costa, grafica Bruno Meloni, foto Priamo Tolu.

 

 

Il crogiuolo. Il barbiere di Siviglia

Rinnovando una prassi che gli sta a cuore, Mario Faticoni fa debuttare a Sassari, d’estate, nel cortile di Palazzo Ducale, una nuova produzione che vede ancora l’amico Ferraiola dirigere una folta compagnia di giovani, formula collaudata quattro anni prima con Don Cristiobal. Assieme a Laura Costa regista di Canzoni su due ruote, Ferraiola mantiene viva la scuola di recitazione per non disperdere il lavoro creato.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA, 1998

Sassari, Palazzo Ducale, 19 luglio. Di Beaumarchias, prima nazionale, regia di Guglielmo Ferraiola. Con Fausto Siddi, Rita Atzeri, Tino Petilli, Elio Turno Arthemalle, Gianni Simeone e con Luana Loi e Giuseppe Boy, costumi Marco Nateri, assistente alla regia Monica Mameli, costruzione scene Penty Service.