Il crogiuolo. Lettere dal comunismo. Rassegna

“Attore è chi ha qualcosa da dire, ha la responsabilità della parola, dell’intervento. Spirito d’intervento, poetica precisa di Faticoni, che nel ’92 lo spinge a reagire allo sciacallaggio anticomunista post caduta del muro di Berlino. Il sottinteso: ecco chi ha già criticato, e in tempi non sospetti, il comunismo: i comunisti. Voi potete riposarvi. Quattro spettacoli: il Brecht caustico e malinconico di Faticoni, l’amara poesia di Nazim Hikmet interpretata da Pierpaolo Piludu dei Cada Die; la critica pungente e dal destino fatale per Vladimir Majakovskij portata in scena da Andrea Renzi e “Le belle bandiere” di pasoliniana memoria proposte da Bruno Venturi.

LETTERE DAL COMUNISMO, 1992

Cagliari, Teatro dell’Arco, 29 aprile-9 giugno. “In cerca di Brecht”, di e con Mario Faticoni; “Il più bello dei mari”, di e con Pierpaolo Piludu, “Fuochi a mare per Vladimir Majakosvkij”, di e con Andrea Renzi; “Le belle bandiere” di e con Bruno Venturi.

Punta emergente e dichiarata di un’equazione teatro-politica che fa parte da molti anni delle ragioni per cui faccio teatro. Contributo ad un ritorno alla riflessione, alla politica, alla speranza, in un momento di “ordinato disordine” e di grottesca confusione, che vede l’uomo regredire verso il disimpegno di un nuovo sonno della ragione. Non nostalgia, tantomeno  dichiarazione di militanza, invece desiderio di un ricupero di energia utopica tramite la rivisitazione e il riferimento ad una esperienza intellettuale e umana coraggiosa, tesa al miglioramento della condizione umana, trasformatasi in tragedia, costata separazioni, abbandoni, solitudini, decisioni contro l’uomo per l’uomo, sofferte prese di distanza. Necessità di riaffermare il bisogno di lotta, di cambiamento, di sinistra. Dovere intellettuale di reagire allo sciacallaggio di quella tragedia con testimonianze della critica che quel movimento ha sempre esercitato dal suo interno; e di collocare questo dibattito nel suo tempo storico e non in un altro; nel tempo del dolore e della dignità, e non in quello della speculazione ideologica e della miseria intellettuale. (mf)

Il crogiuolo. Suono di pietra 

Nello stesso giugno il tradizionale spettacolo di poesia sarda subisce l’ultima metamorfosi: diventa un concerto con pianista improvvisatore, Alessandro Olla, e la nuova attrice Rita Atzeri. Sarà questo, della musica improvvisata in sintonia con la voce degli attori, lo stile che accompagnerà lo spettacolo dal nuovo titolo “Suono di pietra”, un classico che oltrepasserà le duecento repliche e verrà poi pubblicato, cd annesso, in una bella edizione dalla cagliaritana Condaghes.

SUONO DI PIETRA, 1992

Cagliari, Teatro dell’Arco, 10 Giugno. Concerto di poesia civile sarda di e con Mario Faticoni, Rita Atzeri, e Alessandro Olla al pianoforte. Dall’immediato precedente, collaborazione musicale Sandro Masoni (chitarra), Eugenio Milia (pianoforte), regia Alessandro Lai.

Il crogiuolo. Se quel guerrier io fossi

La vicinanza artistica e l’affiatamento personale con  Alessandro Lai e Bruno Venturi si concretizza nell’operazione più curiosa e sconosciuta della storia del gruppo,  “Se quel guerrier io fossi”, un allestimento dal sapore autobiografico, in cui Mario si diverte mettendo in scena se stesso adolescente spasimante per il canto lirico e per i ricordi adolescenziali in una fattoria di  campagna. Incremento della componente giocosa della creatività di Mario.

SE QUEL GUERRIER IO FOSSI, 1992

Cagliari, Teatro dell’Arco, 6 dicembre. Di Mario Faticoni e Bruno Venturi, con Mario Faticoni, collaborazione artistica Alessandro Lai.