Il crogiuolo. Strano gioco in verità..

Wendla muore di aborto procurato dalla madre che le ha raccontato frottole su come nascono i bambini, Marta è picchiata dal padre, Gianni Rilow devia la propria sessualità per la castigatezza femminile, Maurizio stenta a scuola e con le ragazze e si uccide; solo Melchiorre, Lulù al maschile, alter ego dell’autore, si salva fuggendo dal riformatorio. Faticoni visita una terza volta la “tragedia di adolescenti” di Wedekind, facendone il canovaccio di uno studio laboratoriale, con uno stuolo numeroso di giovanissimi attori. Ne sortisce un fiabesco “ Strano gioco in verità..”. Di quei giovani fanno parte attori poi affermatisi altrove e tuttora operanti, tra cui Anna Brotzu, Fabio Marceddu, Mauro Mou,  Gianni Simeone.

STRANO GIOCO IN VERITÀ, 1991

Cagliari, Teatro dell’Arco, 29 ottobre da “Risveglio di primavera” di Franck Wedekind, adattamento e regia Mario Faticoni, coreografie Maurizio Saiu, costumi Marco Nateri, scena Bruno Meloni, musiche Gianluca Pischedda, canto Maria Josè Trullu, allievi del laboratorio “Corpo e voce nell’attore” Alessandra Addari, Anna Brotzu, Giorgia Della Pina, Fabio Marceddu, Mauro Mou, Roberta Pennisi, Jim Ruggeri, Vittoria Serra, Gianni Simeone, tecnico Riccardo Liberati, segretaria di compagnia Diana Rubiu, ufficio stampa Vito Biolchini, assistenza amministrativa Abc Fantasy, organizzazione Tiziana de Giorgi.

Un pre-espressionista non può che rifarsi a nonno Büchner, brevi scene staccate, e non al padre, il pigro naturalismo di fine Ottocento. Nutrimento spirituale che nasce da un affresco  politico, fermenti vitali adolescenziali schiacciati dal sistema educativo che protegge le ipocrite “colonne della società”. Vero manuale per attori principianti, a conferma dell’importanza, nel teatro, dello scrittore e dell’attore: tempi e movimento suggeriti dall’altissimo livello poetico della scrittura, capacità levatrice della parola svelante che fa emergere i sentimenti latenti d’ogni umano; così che l’attore è costretto a dire bene perché messo nella condizione di “pensare bene”.  Ancora la prova di un repertorio, di un teatro, di moduli didattici, di una comune crescita artistica e umana; mi affiancano professionalità qualificate al servizio dei giovani debuttanti: coreografo Maurizio Saiu, costumista Marco Nateri, scenografo Bruno Meloni. (mf). “I giovanissimi principianti (tutti sui vent’anni) sotto la guida di Mario Faticoni e Maurizio Saiu, hanno reso omaggio a un autore profondamente innovatore. (…) La notevole presenza scenica e una buona dizione da parte della compagnia in erba ha reso più avvincenti alcuni momenti-chiave del dramma” (Paola Ugo, L’Unione Sarda)

1991_Il crogiuolo_Strano gioco in verità, da Frank Wedekind

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Cagliari_Teatro dell'Arco_Giorgia Della Pinna, Gianni Simeone

Il crogiuolo. L’estasi di Augusto Angst

Bruno Meloni, in veste ora di regista, fa accettare a Mario uno spettacolo provocatorio che gli toglie lo specifico espressivo costitutivo, la voce, e ne usa solo il corpo. Un’avventura nell’ignoto. Il racconto di Henry Miller, “ Il sorriso ai piedi delle scale”, viene da Bruno trattato al registratore e Mario usato come mimo, clown allo specchio che vive la tragedia dell’inesprimibile. 

L’ESTASI DI AUGUSTO ANGST, 1991

Cagliari, Teatro dell’Arco, 5 novembre. Da “Il sorriso ai piedi della scala” di Henry Miller, idea e assemblaggio Bruno Meloni, cura dell’immagine Alessandro Lai, attore voce registrata e luci Mario Faticoni.

 1991_Il crogiuolo_L’estasi di Augusto Angst (da “Il sorriso ai piedi della scala” di Henry Miller)

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Cagliari_Teatro dell'Arco_Mario Faticoni