l crogiuolo. Ballata dell’alfiere 

Un altro testo poetico, un altro canto, “Canto d’amore e morte dell’alfiere Christoph Rilke”, di Rainer Maria Rilke. Un libricino tradotto e pubblicato in Italia con novant’anni di ritardo da una piccola casa editrice, acquistato nella stessa libreria di Canto per un capro di Giovanni Dettori, (due canti: un caso o forse no). Incontro con il grande poeta. Spettacolo sbagliato per amore del pubblico.

BALLATA DELL’ALFIERE, 1990

Cagliari, Teatro dell’Arco, 19 ottobre. Di Gianfranco Mazzoni, con Mario Faticoni, Maria Josè Trullu, Fabrizio Dessì, Nicoletta Pettinau (oboe), Roberto Pellegrini (percussioni), regia Gianfranco Mazzoni, musiche Juan Garcia Pistolesi, scene e costumi Alessandro Lai, collaborazione coreografica Franco Fois, tecnico Gilberto Pinna, consulenza linguistica Angela Muller, ufficio stampa Enrico Pau e Cinzia Pusceddu, assistenza tecnica Ignazio Strufaldi e Ruggero Davoli, amministrazione e organizzazione Pina Russo, ABC Fantasy, Enrica Ortu, Tiziana De Giorgi.

Storia del giovane alfiere antenato del poeta che muore nello scontro contro i Turchi in difesa dell’Europa cristiana: cavalcata solitaria verso il reggimento, ristoro all’accampamento notturno, notte d’amore al castello, risveglio brusco, precipitarsi alla battaglia, la morte. Doveva essere un compagno solitario, altro esperimento monologante, prosecuzione dell’esperienza per voce sola, invece, al dunque, umiltà o pigrizia, cedo il comando all’amico regista Mazzoni, che teatralizza la poesia senza che io abbia la forza per impedirlo. La voce sola si perde a vantaggio della spettacolarità a piena compagnia, colori, movimento, suoni, che invadono tutti i trentasei metri dell’Arco. In scena  sono Rilke che va a visitare la sua creatura, fatta vivere da un alfiere, giovane, una giovane donna, una cantante, due musicisti, un percussionista e un’oboista  Un successo per il pubblico, un fallimento per me. Unico caso in cui la critica mi aiuta, per la ruvida gentile penna di Marco Manca (mf).

1990_Il crogiuolo_La ballata dell’alfiere_Gianfranco Mazzoni (da “Canto d’amore e morte dell’alfiere Christoph Rilke”, di Rainer Maria Rilke)

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Cagliari_Teatro dell'Arco_Mario Faticoni, Fabrizio Dessì

Il crogiuolo. Salomè, da Oscar Wilde

Con la maturità acquisita con le precedenti prove, Gisella Vacca affronta il pregevole testo di Wilde in uno stile che lo avvicina al Secondo Novecento. Lo spazio scenico si divide tra palco e platea. Un lungo corridoio nel quale si spostano gli attori costringe il pubblico a seguire diverse azioni in contemporanea.

SALOME’, 1990

Cagliari, Teatro dell’Arco, 18 novembre. Da Oscar Wilde, riduzione e adattamento Gisella Vacca e Alessandro Lai, con Gisella Vacca, Cecilia Sechi, Walter Falgio, Tino Petilli, regia Gisella Vacca, movimenti coreografici Anna Paola Contis, scene e costumi Alessandro Lai, luci e fonica Gilberto Pinna, organizzazione Tiziana De Giorgi.

“In un clima da Europa hitleriana la guerra sembra averle lasciato un’isola di lussi intoccabili. Romba la mitraglia, ma si beve lo champagne con lo spiritato Jokanaan del debuttante Walter Falgio. E la seduzione, nei riuscitissimi costumi di Alessandro Lai, non può che camminare su tacchi vertiginosi” (Angelo Porru, La Nuova Sardegna).

1990_Il crogiuolo_Salomè_Oscar Wilde

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Cagliari_Teatro dell'Arco_Cecilia Sechi_Tino Petilli

Il crogiuolo. Hanjo, di Yukio Mishima

Uno spettacolo ideato e realizzato in triplice dimensione femminile. Due attrici, Gisella Vacca e Cecilia Sechi e  una regista, Laura Dore, a far da contorno alla presenza maschile di Walter Falgio alla seconda prova. Giapponese la fonte drammaturgica, giapponese il clima della messinscena.

Nota 

HANJO, 1990

Cagliari, Teatro dell’Arco, 12 dicembre. Regia Laura Dore, con Gisella Vacca, Cecilia Sechi, Walter Falgio, costumi Alessandro Lai, scena Francesco Niedda, luci e fonica Gilberto Pinna.

1990_Il crogiuolo_Hanjo, di Yukio Mishima

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Cagliari_Teatro dell'Arco_Walter Falgio, Cecilia Sechi