Il crogiuolo. Girotondo, di Arthur Schnitzler

Il capolavoto di Schnitzler, con Mario attorniato da Cecilia, Simonetta e Senio, diretti da Sudano. Un vorticoso gioco di rapporti erotico-sentimentali  si consuma sulla scena: dieci dialoghi in cui vengono raccontati gli incontri amorosi di dieci coppie, ora mercenari, ora sentimentali, ora patetici, ora galanti, ora legalizzati. Ma in scena le coppie sono solo due: nei ruoli maschili Faticoni e Dattena, in quelli femminili Cecilia Sechi e Simonetta Soro. In una sorta di catena, uno dei due partner è anche protagonista dell’incontro successivo. L’azione parte da una prostituta e con essa si conclude, incontrando via via  un soldato, una cameriera, un giovane signore, una giovane signora, suo marito, una donnina galante, un poeta, un’attrice, un conte. 

GIROTONDO, 1987

Cagliari, Teatro dell’Arco, 25 gennaio. Regia Rino Sudano, con Mario Faticoni, Senio Dattena, Cecilia Sechi, Simonetta Soro, scene e costumi Bruno Meloni, Macchinista Roberto Orrù, tecnico luci Angelo Melis, assistenza tecnica Ruggero Davoli.

Nota 

Quel che sin dal primo momento si era intuito sarebbe stato l’approccio sudaniano a Girotondo, far emergere l’agghiacciante angoscia di quel ripetere un rituale amoroso vuoto, si è confermato alle prime prove a tavolino ed è balzato evidentissimo in quelle successive. La superficie piacevole, ironica e mesta, comica e malinconica, si spaccava, e da sotto saliva “la perdita del senso”, “lo svuotamento”, il “falso”, la vertigine di dover recitare solo “intonazioni”. Sorprendente la sintonia di Rino Sudano con l’amara coscienza di Schintzler, affascinante quell’irrompere negli spazi drammaturgici aperti, come attore che visita simulacri di personaggi, congeniale a chi ha fatto dello spaesamento dell’attore in palcoscenico, del recitare “ora e qui”, la ragione stessa del fare teatro oggi. E’ stato facile per l’attore scorrere su quei binari. E gli attori lo ringraziano, felici di vedere confermata la capacità della vera poesia teatrale di risolvere da sola, unici compagni luce e buio, la comunicazione emotiva del pensiero svelante, preservando questo dalla “spettacolarità, cioè dalla innocuità (mf) 

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Il crogiuolo. Bukowski

L’apprendistato di Dattena, continuato ancora sotto il segno di Sudano nel suo Girotondo, si riversa nella seconda prova registica, Bukowski con Tino Petilli. Dirige il grande attore in in una prova difficile quanto riuscita,  rivelando appieno il proprio talento.  Petilli scatena l’entusiasmo di Vittorino Fiori.

BUKOWSKI, 1987

Cagliari, Teatro dell’Arco, 28 aprile. Adattamento e regia Senio Dattena, con Tino Petilli.

Nota 

“Ora non potrò più pensare allo scrittore tedesco-americano senza vederlo con la faccia squadrata e la folta barba bianca di Tino Petilli (…) È una prova d’attore che impegna duramente Petilli, direi sino allo spasimo (…) Ma qualunque giro di parole si usi, la sostanza resta questa: Tino Petilli (forse, e anche senza forse, il miglior attore che si sia formato sui palcoscenici sardi negli ultimi vent’anni) ha dovuto mettercela tutta. E ne è uscito benissimo, tra grandi applausi ogni sera” (V. Fiori, L’Unione Sarda)

Il crogiuolo. In cerca di Brecht

Lo spettacolo autogestito dalla coppia Faticoni-Chiarelli dell’anno precedente si veste dell’occhio esterno del regista Andrea Dosio. Si giova anche del rafforzamento dell’assetto tecnico-organizzativo del Teatro dell’Arco.In cerca di Brecht” si  avvia a diventare un classico del repertorio di Mario Faticoni.

IN CERCA DI BRECHT, 1987

Cagliari, Teatro dell’Arco, 3 ottobre. Affetti impegno e canzoni degli anni bui, visitati da Carla Chiarelli e Mario Faticoni, con Dario Garau al pianoforte, regia Andrea Dosio, organizzazione Roberto Orrù, assistenza tecnica Ciro Buono. Riallestimento.

Il crogiuolo. Dialogo, di Natalia Ginzburg 

Il confortante risultato della collaborazione Faticoni-Chiarelli spinge la coppia a cercare nuovi testi. Si arriva così a quasta storia minimalista, una coppia alle prese con l’incomunicabilità. Anche questa una prima nazionale. Conduce all’Arco ancora l’attenzione del teatro italiano. Anche stavolta sulle poltroncine di legno scuro dell’Arco, insieme a Natalia seduta fra due Cesari- il letterato Garboli e il violinista padre di Faticoni – siedono i critici dei maggiori giornali italiani. “Uno spettacolo che tocca”…“… assolutamente impeccabile”. La presenza a Cagliari dell’autrice onorata nelle aule universitari: raggiungere i giovani è un successo pari a quello di essere riusciti, ancora una volta, a portare la critica nazionale nell’isola. Diretto da Luca Coppola, regista emergente del teatro italiano. 

DIALOGO, 1987

Cagliari, Teatro dell’Arco, 26 novembre. Di Natalia Ginzburg, prima assoluta nazionale, regia Luca Coppola, con Mario Faticoni, Carla Chiarelli, Gisella Vacca, scene e costumi Arturo Gerace, luci Ugo Vignola, scenotecnico Luigi Col, tecnico luci Ciro Buono, organizzazione Betty Oro e Roberto Orrù, ufficio stampa Roberta Sanna e Enrico Pau. Presente l’autore.

Nota

Un testo dimenticato della Ginzburg che riflette le inquietudini e le ipocrisie di una classe piccolo borghese radical chic, storia minimalista di una coppia di coniugi alle prese con l’incomunicabilità di chi non si ama più.Regista, il più intelligente e promettente della nuova generazione. Al Crogiuolo un’altra prima assoluta nazionale. E anche stavolta, il giorno del debutto, sulle poltroncine dell’Arco, insieme all’autrice della commedia, siedono i rappresentanti dei maggiori giornali italiani. Scrive Rodolfo di Giammarco su la Repubblica: “Quando Mario Faticoni tradisce un’insipiente presa di coscienza, e paragona la donna non più devota alle mani che purtroppo non si guardano, che si sa “di averle e basta”, c’è un barlume di poesia. Ma soprattutto quando la sincera mitigata eppure lancinante Carla Chiarelli manifesta il suo dolore, il suo panico, e piange, la prosa della Ginzburg è davvero in quegli occhi, in quello star male. E fa sentire male anche noi. Insomma, uno spettacolo che tocca”. “Uno spettacolo assolutamente impeccabile. I due protagonisti hanno dialogato a livelli di teatro stabile (V. Fiori,L’Unione Sarda). La presenza a Cagliari dell’autrice è onorata nelle aule universitarie. Indimenticabile serata alla facoltà di lettere. Il periodo felice è rotto dalla notizia di Luca Coppola assassinato insieme all’amico attore Giancarlo Prati nell’estate del 1988 in una spiaggia siciliana. Al regista Natalia dedicherà sulle colonne de La Stampa un commosso ricordo dal titolo Occhiali sulla sabbia. Riallestire l’ultimo spettacolo del giovane artista è quasi un dovere morale. Roma, Milano, Firenze, Pavia e Siena sono le città dove si rinnova il successo.

 

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