Il crogiuolo. La morte del cervo

Esordio all’Arco di Tino Petilli, attore storico e amico di Mario. Un concerto, un recital, un colloquio intimo con Dante Leopardi, Foscolo e D’Annunzio. Asperità, melodie, vena decadente, musicalità affidate al violoncello della voce del grande attore. 

LA MORTE DEL CERVO, 1986

Cagliari, Teatro dell’Arco, 21 gennaio. Di e con Tino Petilli. Colloquio intimo di un attore con i suoi amati classici Dante Alighieri, Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Gabriele D’Annunzio.

Note

“Tutta musica di repertorio, gradevole all’orecchio ma non di facile esecuzione: un severo banco di prova, anzi, per l’attore che la proponga a un pubblico smaliziato. Petilli ha superato la prova agevolmente. Si è confermato anche in questa occasione l’interprete che da un pezzo conosciamo, non soltanto noi sardi, del resto: tra le sue credenziali c’è quella del regista Mario Comencini che gli ha affidato più di un ruolo impegnato”, (V. Fiori, L’Unione Sarda); “La scuola ottocentesca, attenta alla precisione della dizione ed alla retorica dell’intonazione piuttosto che alla variazione dei registri, si incrocia con la spettacolarizzazione dell’attore-mattatore capace di entusiasmare il pubblico col suo virtuosismo”,(Angelo Porru, La Nuova Sardegna).

 

Il crogiuolo. Cantico dei cantici

L’incontro con Rino Sudano in occasione del Woyzeck è decisivo per Senio Dattena, che intraprende con sempre maggior decisione la strada della professione. È l’inizio di una maturazione felice, che lo porta ad affinare una sensibilità attorale e registica non comune. La prima prova delle sue capacità arriva nel maggio con lo spettacolo Cantico dei Cantici, tratto da Salomone. In scena insieme a Simonetta Soro, Dattena rielabora drammaturgicamente il testo biblico, in un susseguirsi di voci, tra i fantasmi di un amore cercato e mai raggiunto. Acquistata sicurezza, le regie di Dattena  si susseguiranno  con regolarità, proposte all’interno della rassegna Teatrinsieme. 

 CANTICO DEI CANTICI, 1986

Cagliari, Teatro dell’Arco, 16 maggio.

Di Salomone, regia Senio Dattena, con Senio Dattena, Simonetta Soro, realizzazione costumi Lorena Carboni e Nicoletta Lobina, luci e suono Ruggero Davoli e Roberto Loi, registrazione Roberto Demartis, organizzazione Liliana Stefanutti.

1986_Il crogiuolo_Cantico dei cantici_Senio Dattena, da Salomone

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Cagliari_Teatro dell'Arco_Senio Dattena, Simonetta Soro_ph. Andrea Porcu

 

Il crogiuolo. La melagrana spaccata

Faticoni riprende lo spettacolo di poesia  ma sente necessaria una versione fatta di sola poesia sarda, vuole esaudire aspettative incontrate nel girare per la regione. Si fa più penetrante il discorso tematico della “questione sarda”: denuncia, indignazione, rivolta, qualche volta rassegnazione e desiderio di fuga; per la disgregazione economica, sociale, quindi affettiva e psicologica, d’una terra che “non ride”.

LA MELAGRANA SPACCATA, 1986

Cagliari, Teatro dell’Arco, 6 settembre. Concerto di poesia civile sarda per attore e flauto, con Mario Faticoni e Daniele Veroni.

 

Il crogiuolo. In cerca di Brecht

Nasce un altro sodalizio artistico che durerà alcuni anni e segnerà una stagione di successi. Un’attrice milanese, randagia come curiosità ma stanziale come progettualità, Carla Chiarelli, si affianca a Mario portando in dote anche due sodalizi artistici, i registi Andrea Dosio e Luca Coppola, che condurranno a due ammirati successi. Per quest’anno invece i due provano l’intesa sul terreno del comune amore per Brecht, da cui, rovistando tra poesie, diari, pezzi di teatro e canzoni, traggono In cerca di Brecht, pensato a favore di telecamera, cui i due attori si rivolgono ignorando il pubblico che vede anche ciò che accade in scena su diversi monitor presenti in sala. Un classico del Crogiuolo, d’ora in poi riproposto più volte in forma diversa.

IN CERCA DI BRECHT, 1986

Cagliari, Teatro dell’Arco, 6 dicembre. Di e con Carla Chiarelli e Mario Faticoni, Dario Garau al pianoforte, Paolo Pusceddu cameraman.

Note

Nello spettacolo le atmosfere delle birrerie tedesche degli anni Venti, dove il giovane Bertolt e il suo amico Karl Valentin esorcizzano l’imminente arrivo del totalitarismo recitando versi dalla provocatoria bellezza e affidando alla voce e alla musica il compito di annunciare i paradossi del capitalismo prossimo venturo. Per Faticoni i versi del poeta dei “boschi neri” diventano una materia di costante studio e approfondimento legato non solo alla “parola svelante” ma anche alla voce e all’interazione con la musica. È nel verso semplice, nel paradosso, nella lirica lineare e toccante di Brecht che l’attore tocca vette interpretative, materializza agli occhi degli spettatori soldati mandati al macello e risuscitati per una nuova carneficina, misteriosi imbianchini dietro la cui identità si cela l’abisso nazista con i suoi orrori. La deliziosa presenza scenica della Chiarelli, la misura elegante, l’ironica crudeltà dei versi dedicati agli uomini, dà un tocco di sensuale femminilità all’allestimento, segnalandolo come tra i migliori della stagione (V. Biolchini).

Sintetica fulminante parola svelante dit eatro, diari, canzoni; e la sferza poeticadolce e dolorosa dei versi. In poche scelte parole tutta la complessità della condizione umana: allegria e disperazione, angoscia e sapienza, sarcasmo e dolore per gli ideali calpestati, uomo belva, uomo carne da macello, l’amore tenero costretto al libertinaggio, durezza e tenerezza, storia e natura, politica e gioco, dramma e canzone, vitalismo anarchico e pacato razionalismo, classicità e goliardia….Tutto va ridetto ogni tanto, ripetuto come una preghiera, a tutti i giovani che s’affacciano anno dopo anno nel levigato inferno”. (mf)

 

1986_Il crogiuolo_In cerca di Brecht_Carla Chiarelli, Mario Faticoni

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Cagliari_Teatro dell'Arco_Carla Chiarelli

Il crogiuolo. La giubba appesa alla parete

Concerto-spettacolo per voce e violoncello, che unisce pagine di repertorio filtrate attraverso i temi contrastanti della fragilità e dell’impegno, Buchner, Wedekind, Sartre, Brecht. Centrale il tormento dell’Hoederer de “Le mani sporche”, leader comunista costretto dalla necessità storica  a fare del proprio partito, contro la volontà di un gruppo consistente di compagni, un partito di governo.  

Nota

LA GIUBBA APPESA ALLA PARETE, 1986

Sassari, Teatro Verdi, 17 maggio. Fragilità e impegno secondo Büchner, Wedekind, Sartre e Brecht, visitati e interpretati da Mario Faticoni, con Marco Ravasio al violoncello, tecnici Roberto Loi, Ruggero Davoli, organizzazione Liliana Stefanutti, assistenza organizzativa Mari Corso e Carlo Fercia.

1986_Teatro dell’Arco_Mostra Svoboda

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Cagliari_Cittadella dei musei_Mostra_Josef Svoboda