Il crogiuolo. Rino Sudano

Rino Sudano, grande protagonista romano della ricerca teatrale, si trovava ad Assemini, intento ad organizzare una rassegna di film. Una telefonata, un incontro, e Mario gli commissiona un laboratorio su Woyzeck. “Qui almeno l’aria è pulita”, dice.  Mario  riassaggia il gusto di una compagnia stabile, il calore di un gruppo di amici,  Enrico Pau, Cecilia Sechi, Senio Dattena, Mario Milia, Alberto Sanna, Bruno Meloni, ed altri.  A novembre muore Tiziana, a soli 26 anni; Rino l’aveva scelta per la parte di Marie. Ad una festa aveva avvinto tutti per il fascino sensuale di un ballo col fratello. 

Nota

Faticoni capisce che Sudano è un elemento fondamentale per cementare una compagnia giovane. Grazie ai primi successi Il crogiuolo ha infatti richiamato l’attenzione di tanti aspiranti attori. E la scelta si rivela felice. Il lavoro di Sudano all’Arco, in prospettiva, assume un’importanza enorme anche per l’insieme del teatro sardo di oggi, gli consente di collegarsi con una realtà con la quale intratterrà nel tempo rapporti umani e professionali, conseguente crescita artistica di molti attori e attrici. L’arrivo del maestro romano rinforza la radice politica del teatro in Sardegna. “Il teatro deve servire a cambiare il mondo. È un luogo dove lo spettatore deve essere messo in grado di pensare. Forse anche di annoiarsi per poter capire”.  Teatro, dunque, che non concede nulla allo “spettacolo”. Intransigente e poetico, fondato sulla parola, dove per l’attore è inevitabile avere una visione propria delle cose del mondo e di fare derivare da essa la scelta e il taglio interpretativo di un testo. Il rigore dell’artista lascia il segno in una generazione di attori e si concretizza nella sala dell’Arco in due splendide produzioni. (V. Biolchini)

 

Il crogiuolo. Woyzeck, di Georg Buchner

Spettacolo esito del laboratorio. Il soldato Woyzeck subisce i continui tradimenti di Marie e i maltrattamenti e le angherie dei superiori. Alla fine l’angoscia a lungo trattenuta esplode e si scarica contro la persona più cara. Muore annegato mentre cerca il coltello del delitto.  Una tragedia di rara intensità ed efficacia, tratta da una storia vera, conclusasi con una condanna capitale, che l’autore, Georg Büchner, morto di tifo nel 1837 a soli 24 anni, aveva letto su un giornale. Nonostante la lunga diffidenza da parte dei ceti borghesi, che porterà alla pubblicazione del dramma solo nel 1879, il suo Woyzeck diventa caposaldo della drammaturgia contemporanea, bibbia dei teatranti. 

WOYZECK, 1985

Cagliari, Teatro dell’Arco, 8 ottobre. Di Georg Büchner, regia Rino Sudano, scene e costumi Bruno Meloni, con Mario Faticoni, Enrico Pau, Mario Milia, Donatella Sechi (Teresa Davoli), Cecilia Sechi, Senio Dattena, Stefano Loi, Alberto Sanna, assistenza tecnica Stefano Loi, collaborazione tecnica Mario Milia, batterista Alberto Sanna, organizzazione Sandro Demurtas.

Note

La luna rossa di Woyzeck

L’allestimento sudaniano esalta il peso della parola e della rappresentazione anticonvenzionale. Il regista gioca la carta dello svelamento della macchina teatrale e della novità scenica: “proprio con Buchner la mia direzione di lavoro si è definita meglio, perché, a differenza di come venne interpretato negli anni Sessanta, il Woyzeck ha ben poco del testo politico. Büchner non è un rivoluzionario, è un poeta che anzi ha un atteggiamento di condanna del “fare”, l’esatto opposto dunque di un rivoluzionario”. Scrive Vittorino Fiori su L’Unione Sarda“Il pubblico ha abbondantemente applaudito, ne aveva tutte e ragioni, questo Woyzeck è un avvenimento che lo spettatore intelligente non deve perdersi: il panorama teatrale cittadino non offre molte di queste occasioni. (…) Attore lui stesso e maestro d’attori, il regista ha guidato gli interpreti con la mano sicura di chi è abituato a dominare la scena. (…) E gli attori eseguono lo spartito senza sgarrare un’intonazione e rivelano un talento che forse altre volte era rimasto in ombra”.

 

1985_Il crogiuolo_Woyzeck_Georg Büchner

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Cagliari_Teatro dell'Arco_Enrico Pau, Mario Faticoni, Mario Milia, Senio Dattena, Cecilia Sechi, Donatella Sechi, Bruno Meloni, Rino Sudano