Cts. Bertoldo a corte,  di Massimo Dursi

Febbraio, Teatro Civico di Sassari. Regia Gian Franco Mazzoni. Dursi rovescia il personaggio tramandato dalla novellistica. Qui Bertoldo è, sì, la saggezza popolare della cultura contadina, scarpe grosse e cervello fino, emblema di tutti i subordinati, i soggiogati, ma è anche personaggio che contesta il potere che li esclude,  non limitandosi a trarre profitto dalle contraddizioni del sistema. Morirà di fame per non mangiare alla mensa del re, rivoluzionario silenzioso che lascerà al figlio lo zufolo del canto libero anticonformista. Eccezionale affluenza e successo di pubblico, elogi senza riserve.

BERTOLDO A CORTE, 1977

Sassari, 27 febbraio. Regia Gian Franco mazzoni; scene costumi Corrado Gai; musiche della corte Giacomo Rocco; musiche dei cantastorie Giorgio Boi; sartoria Olga Cugliari Boi; con Cesare Saliu, Lello giua, Mario Faticoni, Franco Noè  , Lia Careddu, Paolo Meloni, Giorgio Boi, Cristina Maccioni, Tino Petilli, Isella Orchis, Rosalba Ziccheddu.

Nota

Rielaborazione scherzosa ma con fondo amaro dell’antica favola di Giulio Cesare Croce, fatta da uno scrittore vittima come altri della noncuranza per gli autori di casa nostra. Ideale per il momento del gruppo, che avverte l’esigenza di uno spettacolo più compiuto drammaturgicamente, più arioso e divertente, parentesi sperimentale per attori e regista dopo il duro lavoro precedente, meglio in grado, anche, di allacciare il dialogo con un pubblico cittadino più vasto.

1977_CTS_Bertoldo a corte_Massimo Dursi 

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Sassari_Teatro Civico_Lia Careddu, Rosalba Ziccheddu, Cristina Maccioni

 

Cts. Il Teatro delle Saline.

Dopo lavori di ristrutturazione fatti in proprio con la direzione di Corrado Gai, tra il ’76 e il ’77 la cooperativa ha sede e laboratorio al Teatro delle Saline  di Cagliari, per il quale elabora un progetto di attività stanziale in collaborazione con Cral aziendale, direzione Saline e Comune, assessore Castelli. Dopo un periodo di attività artistica con  le prove di “Bertoldo”, l’accordo sfuma per la richiesta dei lavoratori Cral di ritornare all’attività di dopolavoro e Teatro di Sardegna lascia la struttura. Analogo esito negativo avrà negli anni successivi la proposta – su progetto dell’architetto Pino Ferrari – di gestione del Teatro Adriano delle Ferrovie dello Stato.

Nota 

L’attività del gruppo è ormai regolare. Sostegno del Ministero, della Regione, di enti locali. All’interno armonia, stabilità, affiatamento, sopportati con fiducia i sacrifici che derivano dalla precarietà economica storica del teatro e dalla difficoltà dell’intensissimo decentramento. 

Cts. Ritorna Parodi e dà il cambio a Mazzoni.  Convegno in un progetto Brecht 

Dopo la sortita del ’74 con I carabinieri, ritorna in estate Marco Parodi. Così come s’erano spartiti il ’74, lui e Mazzoni si spartiscono ora questo ’78. Si danno il cambio idealmente i due registi che contrassegnano il decennio. Per l’ottantesimo anniversario della nascita di Brecht si comincia con un ambizioso Progetto Brecht, che contribuisce in maniera determinante a definire il ’78 un anno di svolta. Un denso programma produttivo nel successivo autunno, con  un laboratorio su Gli Orazi e i Curiazi e due spettacoli. Il progetto s’inaugura con un convegno nazionale a Cagliari, in dicembre ’77. Vi partecipano i maggiori studiosi italiani di Brecht. 

CONVEGNO BRECHT, 1977

Cagliari, dicembre, aula magna e auditorium conservatorio di musica, sala Regione, aula magna  liceo Dettori, cinema Due Palme, salone Società Umanitaria Filmati e conferenze-dibattito affidate a Gigi Livio, Cesare Cases, Luciano Codignola, Gianfranco De Bosio, Mario Raimondo e Roberto Leydi; temi Brecht oggi, Brecht e la contraddizione, Brecht lirico o della semplicità, Consumare Brecht, Brecht e il teatro agit-prop, Gli allestimenti di Brecht in Italia, Brecht e la musica.  Corollario cinematografico al Due Palme: documentario Brecht in America,  Kühle Wampe di Brecht-Dudow e il videonastro Un uomo è un uomo.