Cts. Su connottu, di Romano Ruju, prologo ed epilogo di Francesco Masala 

Di fronte a un pubblico che ha riempito ogni angolo della splendida piazza di Costantino Nivola, va in scena l’opera di Ruju, regia di Gian Franco Mazzoni, che ritorna in Sardegna dopo il suo Brecht del ‘70 e il suo Cappelli e berretti del ’71. In scena, durante una festa all’aperto, la rievocazione della sommossa popolare capeggiata da una donna, Paschedda Zau, avvenuta sotto il palazzo comunale di Nuoro nel 1868. 

SU CONNOTTU, 1975

Nuoro, piazza Satta 5 luglio 1975. Due tempi di Romano Ruju. Prologo ed epilogo Francesco Masala, regia Gianfranco Mazzoni, realizzazione Cooperativa Teatro Sardegna, consulenza musicale Clara Murtas, scene Corrado Gai, luci Bruno Usai, suoni Gianni Garbati, organizzazione Rosalba Ziccheddu Mario Faticoni. Interpreti: Lia Careddu, Lello Giua, Cristina Maccioni, Massimo Marongiu, Franco Noè, Tino Petilli, Cesare Saliu.

Cagliari, 9 settembre ‘75, piazzale Sem Molini Sardi, tre recite;  ’77 Festival internazionale teatro in piazza Sant’Arcangelo di Romagna; ’78 Estate Teatrale Torinese , Bologna, Milano,  Torino, circoli emigrati.  

Il malessere covava nel Nuorese e nel Sassarese da una trentina d’anni, da quell’Editto delle chiudende che, favorendo la proprietà privata delle terre, cancellava lo storico uso comunitario, malessere che causò rivolte e repressioni tra contadini e pastori. Il grido “A su connottu!” (“Al conosciuto!”) della rivolta del ’68 era la disperata invocazione del ritorno all’antica consuetudine. 

1975_CTS_Su connottu_Romano Ruju 

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Nuoro_piazza Satta_Cristina Maccioni, Massimo marongiu, Lello Giua

 

Cts.  Su connottu al 1° Festival internazionale di Teatro delle Cinque Terre

Nello stesso anno, al Festival delle Cinque Terre, lo spettacolo è onorato da consensi unanimi e premiato per “aver rivolto le sue ricerche alla problematica sociale della Sardegna attraverso l’inclusione nella propria attività di temi ed autori del luogo”. Sul palco nel ritirare il premio a nome del suo gruppo, Mario Faticoni può stringere la mano ad un premiato più illustre,  Eduardo de Filippo.

 

Cts. L’amore di Don Perlimplino con Belisa nel giardino e Il teatrino di Don Cristobal.

Il già glorioso 1975 termina con un’altra produzione. Mazzoni dirige la compagnia, cui si è aggregato nel frattempo Massimo Marongiu, nei due atti unici di Federico Garcia Lorca.  Il grande poeta e drammaturgo spagnolo, un mito, viene onorato da un recital introduttivo, frutto di uno studio di gruppo. Colpisce la sua esortazione: “…ma l’importante è lavorare, lavorare..”, così simile, nel sentimento che la ispira, al nostro ricorrente: “resistere, resistere..”.