Cts. L’obbedienza non è più una virtù, da Don Lorenzo Milani

“La cooperativa”  introduce nell’isola altri due registi, Mina Mezzadri e Marco Parodi. Mentre per la prima si tratta di una collaborazione estemporanea, la messa in scena di un’opera da lei scritta sulla vicenda di Don Milani, L’obbedienza non è più una virtù, con Tino Petilli e Franco Noè, per il secondo è l’inizio di un sodalizio la cui durata oltrepasserà gli anni ‘80. 

L’OBBEDIENZA NON È PIÙ UNA VIRTÙ, 1974

San Sperate, 10-15 maggio, all’aperto, spazio adiacente la piazza centrale, sfondo una parete affrescata con un murale raffigurante Don Milani, dello scultore Pinuccio Sciola. Regia Mina Mezzadri, interpreti Tino Petilli, Franco Noè.

Mario Faticoni giornalista a Tuttoquotidiano

Il panorama editoriale isolano viene scosso da una grande novità: il 12 luglio esce in edicola TuttoQuotidiano. Il signore della petrolchimica Nino Rovelli controlla i due maggiori quotidiani, L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna. TuttoQuotidiano vede la luce con l’intento di contrapporsi a questo monopolio dell’informazione. Nel giornale, Faticoni, già pubblicista presso La Nuova Sardegna, viene assunto come praticante e dopo un anno e mezzo sostiene l’esame di Stato diventando professionista. Inizia con la cronaca, “nera” inclusa. Poi trova nella “bianca” la sua destinazione finale; una sua inchiesta sul pane fa chiudere tutti i panifici di Cagliari. Fallito il giornale, fa parte della cooperativa che in autogestione ne garantisce la vita, curando i servizi culturali e  teatrali, fino alla chiusura dell’agosto 1978.

Cts. I carabinieri, di Beniamino Joppolo

Parodi viene chiamato da Faticoni perché già regista, con La Loggetta di Brescia, di un’opera a cui il presidente della Cts è vivamente interessato, I carabinieri, di quel Beniamino Joppolo che la critica descrive come un antiitaliano, singolare figura di letterato non inquadrato, antifascista, portatore di un disperato sentimento di rivolta contro gli aspetti repressivi della società contemporanea, dalla scrittura violenta di stampo espressionista. Sfruttando le credenze superstiziose che l’indigenza genera nella povera gente, i suoi carabinieri portano nella quieta casa contadina di una madre e dei suoi tre figli la voce della corruzione, della lusinga economica della guerra. 

I CARABINIERI, 1974

San Sperate, 23 ottobre, regia Marco Parodi, con Tino Petilli, Maria Grazia Bodio,  Cristina Maccioni, Cesare Saliu, Lello Giua, Claudio Susmel.  Il nuovo elemento è Lello Giua, in seguito punto di forza organizzativo, affiancando Annalaura Pau, l’anima organizzativa del precedente Quelli dalle labbra bianche. Una figura, quella dell’organizzatore, anch’essa al centro dello sviluppo teatrale. Tra quelli dei primi anni di Teatro Sardegna, nello stesso anno ‘74, due, Gianfranco Porcina e Alberto Melis, si staccheranno per formare con altri, tra cui Italo Medda, un gruppo denominato Teatro Quartiere.

1974_CTS_I carabinieri_Beniamino Joppolo 

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San Sperate_Cesare Saliu, Tino Petilli