Cit. Rassegna Nuovo Teatro 

La stagione  è incentrata, oltre che su una nuova produzione, su tre spettacoli ospiti nella rassegna Nuovo Teatro, ingaggiati da Faticoni a Roma, Gruppo Teatro Libero,  Teatro Uomo, Gruppo Teatro di Gian Franco Mazzoni, rispettivamente con gli spettacoli Iwona principessa di Borgogna, di Gombrowicz, regia Armando Pugliese, raffinata storia di denudamento di falsi valori, Mistero Buffo, di Majakowskj, “totalità del dibattito politico attuale”, irriverente festosa contaminazione della Rivoluzione d’ottobre, e Cappelli e berretti, controstoria del brigantaggio meridionale dopo l’Unità. 

Cit. La contestazione

Il Cit paga al successo di queste iniziative il prezzo di un’aspra contestazione da parte degli altri gruppi teatrali per i quali la compagnia, pur mettendo in scena Brecht, è una struttura culturale di stampo borghese.

Nota

La Cagliari cinese di trent’anni fa aveva scontri di dottrina da concilio ecumenico. La colpa del Cit… era di non essere troppo a sinistra. Osservato dai bastioni di una teatralità ortodossa e militante, aveva la stessa fragilità d’una monaca di Monza, pronto a rispondere ai richiami del Pci e (perfino) del Psi, insomma di quell’establishment d’opposizione che faceva naturalmente orrore ai veri rivoluzionari….(Giorgio Pisano, L’Unione Sarda)

Cit. Gli occhi tristi di Guglielmo Tell,  di Alfonso Sastre.

La nuova produzione nasce da un’opera scoperta sulla rivista Sipario, con Dramma allora al centro delle voraci letture giovanili. Intrecciata alla storica vicenda di Guglielmo Tell, Contiene, contiene, un’indagine delle ragioni per cui, in un momento chiaramente pre-rivoluzionario, la rivoluzione non scoppia, attuale anche in una situazione politica diversa da quella spagnola. Sul testo e sui suoi spazi vuoti si riversa l’energia creativa di Gianni Esposito, che adatta  il testo e cura la regia. Va in scena a Santulussurgiu, nella storica saletta del Centro Culturale promosso dal Maestro Salis. Come i precedenti su Arrabal e Brecht, lo spettacolo segna la nascita di un circuito teatrale di una trentina di località organizzato dallo stesso gruppo.

GLI OCCHI TRISTI DI GUGLIELMO TELL, 1971

Santulussurgiu, 27 dicembre. Scene  Corrado Gai, costumi Italo Medda, luci Paolo Latini, assistenza tecnica  Ambrogio Piva. Interpreti: Annabella Balestrino, Franco Bellisai, M. Grazia Bodio, Giancarlo Buffa, Gianni Chessa, Gianni Esposito, Mario Faticoni, Bianca Maria Ferrari, Corrado Gai, Luigi Ibba, Riccardo Laria, Italo Medda, Franco Noè, Alberto Melis, Tino Petilli, Assunta Pittalunga, Gianfranco Porcina. Altre rappresentazioni, Macomer (28.12.71), Iglesias (29), Ozieri (30) e Cagliari (24,26, 27 e 28 febbraio 1972).

1971_CIT_Gli occhi tristi di Guglielmo Tell_Alfonso Sastre 

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Cagliari, piazza Dettori_Auditorium_Riccardo Laria, Luigi Ibba, Gianni Esposito

Cit. Dal “ Tell”  il film “Treno rosso”, di Peter Ammann.

Nel marzo del ’72 viene effettuata una recita speciale de  “Gli occhi tristi di Guglielmo Tell”per la ripresa filmata di alcune scene da parte della troupe del regista svizzero Peter Ammann. Il film, “Treno rosso”, verrà poi presentato al Festival di Locarno e al Festival dei Popoli di Firenze nel corso del 1973.

Cit. Il “Tell” alla “Settimana di solidarietà antifranchista” a Roma.

L’evento più entusiasmante che accompagna la vita di questo spettacolo avviene nel marzo ’75, quando il Cit lo rappresenta a Roma, contributo alla sollevazione degli intellettuali italiani contro il regime franchista, la punta di diamante della “Settimana di solidarietà antifranchista” a Roma. Al Tordinona  lo spettacolo si rappresenta in un clima di palpabile emozione: in prima fila Natalia Ginzburg, Rafael Alberti, Cesare Garboli e la traduttrice Maria Luisa Aguirre D’Amico. Successo pieno, piccolo trionfo.  Alla fine della settimana di rappresentazioni, mentre si smonta la scena, il telefono trilla per altre prenotazioni, richiamate dall’eco suscitata dai giornali romani. Lusinghiere le recensioni.

Nota

Una traccia letteraria si staglia su tutte: l’intervento di Cesare Garboli sulla rivista Il Mondo del 17 aprile, dal titolo Essere tristi è un atto di sabotaggio, un ritratto dello scrittore di rabbrividente splendore poetico e un’interpretazione del suo silenzio come indicazione profetica di un cammino nuovo.

Cit. Il “Tell” nella regione

Le località sarde toccate da “Gli occhi tristi di Guglielmo Tell” , nel periodo che va dal debutto del ‘71 alle recite romane del ‘75 saranno, oltre Santulussurgiu, Macomer, Iglesias, Ozieri, Sassari, Tempio, Olbia, Cagliari, Nuoro, Nora, Guspini, Cagliari-S. Elia, Cagliari (Auditorium), Settimo S. Pietro, Sestu, S. Sperate, Arbus, Monserrato. Si chiude così il periodo che vede nascere il nuovo teatro cagliaritano. Si apre quello che lo vedrà passare dal timido affacciarsi e muovere i primi passi allo schiacciante e vittorioso protagonismo.